Elezioni amministrative 2027

Notarianni (Arci) sulle comunali a Milano: “Sì alle primarie, ma che non siano solo gazebo sparsi per la città”

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“Bisogna favorire una partecipazione reale della città”: a dirlo a Fanpage.it è Maso Notarianni, presidente di Arci Milano che in un appello alle forze di sinistra e progressiste invita a optare per le primarie nella scelta del prossimo candidato sindaco o prossima candidata sindaca.

"Il Consiglio Territoriale di Arci Milano chiede alle forze politiche del centrosinistra di convocare le primarie per la scelta della candidatura a sindaco di Milano": è quanto si legge in una nota stampa inviata da Arci negli scorsi giorni. L'appello è rivolto ai partiti progressisti che dovranno decidere se, per la scelta del candidato o candidata sindaco o sindaca di Milano, utilizzare le primarie o meno.

La risoluzione arriverà però nelle prossime settimane, forse mesi: al momento, stando ad alcune indiscrezioni rimbalzate negli scorsi giorni, l'invito da parte della segretaria del Pd, Elly Schlein, è quello della cautela e soprattutto di attendere quanto accadrà a livello nazionale considerata la campagna elettorale, praticamente già avviata, per le elezioni nazionali.

Le città però fremono e hanno necessità di comprendere chi si sfiderà per guidarle. Cittadini, associazioni, sindacati e chiunque viva a Milano vuole saperlo; ma soprattutto vuole essere parte di questo processo. Ed è questa l'estrema sintesi dell'intervista di Fanpage.it a Maso Notarianni, presidente di Arci Milano.

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"Arci è una organizzazione molto grande. Siamo presenti a Milano con cento circoli e contiamo circa 100mila iscritti. Le nostre antenne ci dicono che le persone hanno la sensazione che ci sia grande confusione sotto al cielo, ma a differenza di quanto diceva Mao Tse-Tung, la situazione non è ottima. Una consultazione popolare può sciogliere una situazione così intricata e complicata. I vantaggi sono due: oltre a sciogliere i nodi, costringe i palazzi della politica a confrontarsi con le persone reali. Li porta a sentire, toccare con mano quello che la gente pensa. Inoltre contribuisce a costruire una partecipazione reale democratica nella scelta di un possibile candidato sindaco", ha precisato a Fanpage.it.

Milano, come spesso ripetiamo, è cambiata molto. È diventata una città per pochi ed esclusiva: "Negli ultimi anni è cambiata tantissimo. È diventata una città sicuramente più luccicante, ma anche più escludente. È una città a misura di ricco, non a misura di lavoratore: gli infermieri scappano, i tranvieri scappano. Atm è stata costretta a ridurre le corse perché non ha conducenti. Bisogna quindi costruire un cambiamento radicale che corrisponda al sentire comune delle persone che questa città la lavorano, abitano e fanno crescere", ha proseguito Notarianni.

Il presidente di Arci pone infatti l'accento su un passaggio importante, che definisce il paradosso di Milano: "La città è diventata scintillante e luccicante grazie al lavoro di quelle centinaia di migliaia di giovani e meno giovani, che hanno lavori cosiddetti creativi, che sono iper sfruttati e sottopagati e sulle cui spalle si è costruita proprio la Milano dei luccichii, della Fashion Week. E soprattutto che non vivono più a Milano perché costretti a scappare. Anche io che sono molto privilegiato per il mestiere che faccio, sono dovuto scappare da Milano perché una casa non me la posso permettere".

È chiaro quindi che il prossimo sindaco o la prossima sindaca di Milano avrà sfide importanti da affrontare. E l'Abitare è forse la più importante. Il punto è che la scelta di chi amministrerà la città appare ancora molto tortuosa. Entrambe le coalizioni continuano a interrogarsi sulla possibilità di farlo attraverso le primarie. Uno strumento che spesso rischia di trasformarsi in una semplice conta di voti o per verificare il grado di influenza e potere.

"Sicuramente il rischio è di utilizzarle per una semplice conta di vota dei rispettivi partiti. Quello che immagino però sono primarie aperte a tutti e tutte previa sintesi delle vaste candidature che sono già presenti nel campo progressista. Con candidati, partiti, forze sociali, sindacati, associazioni, organizzazioni che si organizzano per favorire una partecipazione e discussione attiva con confronti tra i candidati e i loro sostenitori. Devono essere davvero l'occasione per capire come sta funzionando questa città. A mio avviso male. Non dovranno essere solo gazebo messi in giro per la città".

"Bisogna favorire – ha continuato – una partecipazione reale della città. Questo è possibile farlo se c'è una mobilitazione di tutte le forze politiche, sociali, dell'associazionismo e del volontariato che a Milano sono tantissime, fondamentali e capaci, quando vogliono, di mobilitare".

Per Notarianni già la frenesia che ha accompagnato questi mesi, con il susseguirsi di candidature, è stata positiva al dibattito: "I vari candidati che si sono già proposti, soprattutto quelli dal basso e non dall'alto, si sono già attivati. Hanno già organizzato momenti di discussione, assemblee, piazze. Tutto quello che favorisce un'attivazione e un'attenzione da parte degli abitanti di questa città verso chi governa è positivo".

Primarie, per Arci, quindi siano. Bisognerà convincere però tutte le forze politiche: Azione e Movimento 5 Stelle, per esempio, sono i due partiti che vorrebbero scegliere direttamente il candidato o la candidata. Il timore, per quasi tutti i partiti di coalizione, è che diventino le primarie del Pd senza il coinvolgimento degli altri partiti: "Se si arrivasse a una sintesi condivisa sarebbe bello, ma deve sintetizzare tutto. Non solo le volontà delle forze politiche che hanno perso il contatto col mondo reale. Poi ci sono candidati diversi: Calabresi non è un candidato del Pd così come Cossutta e Goisis. Io non credo che saranno le primarie del Pd. Certo, essendo il più grande e quindi con più responsabilità, potrebbe arrivare a una sua sintesi considerato che dentro al suo partito di candidati ce ne sono tanti". 

"A ogni modo, l'importante è che vi sia tra le forze di sinistra e progressiste. Così chi vota potrà capire chiaramente se vuole una città governata come è stato fatto fino a oggi e cioè con grande attenzione al centro che si traduce in attenzione ai poteri forti o se vuole cambiare radicalmente come già accaduto a Berlino o New York. Se si vuole votare per chi vuole costruire un governo che sia attento ai bisogni dei cittadini, di chi ci lavora e di chi abita più che ai bisogni di chi investe nel mercato immobiliare o in quello della finanza senza portare alcun beneficio al territorio", ha precisato il presidente di Arci.

Il punto è riportare al centro i cittadini evitando di chiudersi nelle stanze di Palazzo, come invece è stato fatto negli ultimi anni di governo: "La sensazione di molte persone è che si sia persa l'attenzione verso i problemi concreti e che non si siano affrontati temi fondamentali come quello dell'abitare, dei trasporti o dei servizi sociali. Alcune cose sono state fatte, ma si poteva far di più e meglio".

L'augurio è che la prossima amministrazione sia a servizio delle persone: "Questa è una città dove davvero non si arriva più a fine mese: da un lato si sono erosi i salari, dall'altro sono aumentati i prezzi, da un altro ancora sono diminuiti i servizi sociali che sono redditi indiretti. Se devo spendere soldi per curarmi, sottraggo soldi e risorse che potrei destinare all'affitto o alla spesa. È complicato, ovviamente. Il punto è capire a cosa vorrà mirare il prossimo governo della città: a farsi bella o più vivibile concretamente? E io credo che debba puntare sulla seconda ipotesi".

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