Elezioni amministrative 2027

De Chirico (FI): “Burgio candidato per Milano? Scelta propagandistica, ma con Futuro Nazionale bisogna dialogare”

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“Con Futuro Nazionale bisogna dialogare”: ne è convinto Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia a Milano, che a Fanpage.it commenta la scelta di Roberto Vannacci di candidare Carmelo Burgio per Futuro Nazionale.

Sabato sera, Roberto Vannacci ha annunciato il candidato sindaco per Futuro Nazionale alle elezioni amministrative di Milano che si svolgeranno nel 2027: è il generale Carmelo Burgio, che secondo Vannacci potrebbe essere in grado di rastrellare Rogoredo e far tornare Milano, la città della Madonnina e non dei maranza. La scelta di Vannacci ha dato un forte scossone alla campagna elettorale milanese, che sia lato centrodestra che centrosinistra, è bloccata nelle discussioni sulla scelta del candidato sindaco. Per Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia a Milano, intervistato da Fanpage.it, è però necessario dialogare con Futuro Nazionale: "Bisogna trovare dei punti di unione su cui ci si può confrontare".

De Chirico, Vannacci ha affermato che il generale Carmelo Burgio potrebbe essere in grado di rastrellare Rogoredo e far tornare Milano la città della Madonnina e non dei maranza. Cosa ne pensa? 

Che a Rogoredo e nei quartieri periferici ci sia bisogno di portare sicurezza è indubbio. Ci si deve però scontrare con la realtà. Forse Vannacci, al di là delle dichiarazioni propagandistiche, dovrebbe fare un bagno di umiltà e capire che la democrazia funziona in un altro modo. Bisogna rispettare le leggi e soprattutto approcciare il prossimo in un'altra maniera: non siamo in una caserma o in guerra. Inoltre non sa che, sulla sicurezza, un sindaco ha poteri fino a un certo punto.

Questa propaganda vuole parlare alla pancia dei cittadini, che evidentemente sono scontenti della gestione della sicurezza a Milano; ma chi non lo è? È chiaro che si deve fare molto di più, ma questo è un estremo che non va bene.

Non conosco personalmente il generale Burgio, quindi non mi permetto di giudicare la storia personale, è però evidente che Vannacci voglia cavalcare un po' l'onda. I milanesi non sono fessi. Sanno perfettamente che, al di là delle boutade elettorali, bisogna anche fare dell'altro. Parla di rastrellamenti di persone, ma poi queste dove le lasci? Le condizioni delle carceri, le conosciamo benissimo.

Io sono stato più volte nel boschetto di Rogoredo. Sappiamo benissimo come funziona: si arresta lo spacciatore e poi ne arrivano altri tre. Per ogni spacciatore, c'è la manovalanza a basso costo. La malavita ne trova sempre tantissima. Non è un discorso semplice. Bisogna trovare una soluzione, che va messa in atto da più parti. Era stata trovata; ma purtroppo, evidentemente per un'incapacità dell'amministrazione comunale a portare settimanalmente i temi sul tavolo della Prefettura, si è persa un po' la bussola.

Burgio non ha praticamente alcun legame con Milano. Potrebbe diventare sindaco di una città che fondamentalmente non conosce. Tra le file di Futuro Nazionale, solo da qualche settimana, c'è anche Luca Bernardo, che è stato capogruppo in Consiglio Comunale per Forza Italia. 

Il centrodestra, anche in passato, ha candidato persone che non sono nate a Milano, ma che la città la conoscevano bene. Per esempio Stefano Parisi. Il tema è proprio quello di conoscere la città, i quartieri. Non basta dire: "Andiamo, rastrelliamo, risolviamo tutto" perché ci sono diverse questioni aperte. Credo che per un generale, che arriva da Roma, possano esserci difficoltà a interfacciarsi non solo con la città, ma anche con le usanze dei milanesi o con il loro pragmatismo. Sicuramente un generale, sotto certi punti di vista, può anche riuscirci. Ma su altri, no: Milano è una città complessa.

Mi dispiace per Bernardo, che è un amico con il quale vado d'accordo. Non so che tipi di accordi politici abbia fatto visto che lui aveva dato la sua disponibilità a fare il sindaco. Mi dispiace che il generale Vannacci non punti su un uomo capace che, in questi anni, ha maturato esperienza all'interno del Consiglio Comunale e che dovrebbe essere il suo uomo di punta. Parliamo di un milanese conosciuto e che conosce la macchina comunale.

Il sindaco, infatti, deve interfacciarsi con gli uffici comunali, con i vari settori. È un tema complesso. Non siamo in una caserma dove ci sono 70mila dipendenti diretti e indiretti da mettere in riga.

Quindi possiamo ribadire che è una scelta propagandistica…

Io la vedo come una scelta propagandistica. Poi, sono convinto che con Futuro Nazionale si debba dialogare come centrodestra sia a livello locale che a livello nazionale. Vannacci ha un modo di interfacciarsi con i cittadini che piace, raccoglie un malcontento e quindi bisogna dialogarci per trovare soluzioni. Ma condivise, non imposte, come per esempio la candidatura del generale Burgio. Bisogna trovare dei punti di unione su cui ci si può confrontare. In campagna elettorale si fanno tante promesse, lo sappiamo benissimo, però metterle in pratica è un altro discorso.

Futuro Nazionale parla di un 15% nei sondaggi, di poter andare addirittura al ballottaggio con il centrosinistra. Sono abbastanza convinti di riuscire da soli senza il centrodestra.

Ho qualche dubbio, anzi più di qualche dubbio. Comunque se loro sono convinti staremo a vedere. Credo che a livello dirigenziale si debba discutere anche con Futuro Nazionale.

Questa scelta può essere un input per il centrodestra per trovare un candidato unitario e lasciare perdere tutte le discussioni che ci sono state durante queste settimane. 

Me lo auguro. Personalmente sto approfittando del periodo per elaborare il mio programma elettorale, per ripresentarmi ai cittadini. Questo dovrebbe farlo anche il centrodestra: trovarsi sulle proposte e poi da lì trovare un candidato che sposi queste proposte, che siano condivise e non imposte. Bisogna lavorare. In autunno bisogna arrivare con un candidato sindaco. Più perdiamo tempo, più rischiamo di arrivare impreparati alle elezioni. Non basta un nome, ma servono anche le proposte.

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