Elezioni amministrative 2027

Buffagni (M5s) sulle elezioni comunali: “A Milano serve una svolta radicale. Vannacci? Un problema del centrodestra”

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Le elezioni amministrative a Milano sono ancora molto distanti, ma la discussione è già entrata nel vivo. “È evidente che serve una forte discontinuità rispetto a quanto di sbagliato è stato fatto a Milano in questi anni”, ha detto a Fanpage.it, Stefano Buffagni del Movimento 5 Stelle.

Mancano ancora diversi mesi alle elezioni comunali a Milano, ma la discussione è già entrata nel vivo. Non solo in tema di candidati e programmi, di cui però si sta ancora parlando troppo poco, ma anche di possibili alleanze."In attesa di comprendere cosa accadrà sul piano nazionale, a Milano è necessario concentrarsi sull'agenda politica: è evidente che serve una forte discontinuità rispetto a quanto di sbagliato è stato fatto a Milano in questi anni", ha detto a Fanpage.it, Stefano Buffagni del Movimento 5 Stelle.

Buffagni, cosa ne pensa della mole di nomi di possibili candidati emersi fino a questo momento? È una cosa positiva per il dibattito o potrebbe creare confusione tra i cittadini?

A mio avviso crea confusione. Si parla tanto di nomi, ma non di temi o contenuti e questo è un danno per i cittadini e per la stessa politica. Tanti cercano gloria e visibilità per un posizionamento politico. Questo però significa mettere al primo posto i propri interessi, non quelli dei cittadini.

La discussione è molto incentrata sul metodo con cui bisognerà scegliere il candidato o la candidata. Bisognerebbe passare dalle primarie o sarebbe ideale una sintesi unitaria tra partiti?

Per il campo progressista, qualsiasi modello stabilito sul piano nazionale dovrà essere replicato anche su Milano. E questo, sia in termini di coalizione che per le primarie. In attesa di comprendere cosa accadrà sul piano nazionale, a Milano è necessario concentrarsi sull'agenda politica: è evidente che serve una forte discontinuità rispetto a quanto di sbagliato è stato fatto a Milano in questi anni. Mi riferisco soprattutto all'urbanistica e alla sicurezza. Serve una svolta molto importante.

Si parla spesso anche della necessità di allargare l'alleanza a forze come Azione o Italia Viva per essere un po' più competitivi a Milano. C'è secondo Lei uno spazio per un'alleanza con il centro moderato o per voi la trazione deve appunto rimanere quella strettamente progressista?

Questa domanda va fatta principalmente ad Azione, che gioca secondo le geometrie variabili del suo leader, il quale cambia idea a seconda del vento comunicativo. Mentre il Movimento 5 Stelle è stato chiaro sui temi della sicurezza e dell'urbanistica, che sono due cavalli di battaglia che ci contraddistinguono, Azione non si capisce cosa pensi. Mi sono lamentato a lungo con il sindaco attuale su questi temi.

La sicurezza, per esempio, è un tema che va affrontato con la polizia e quindi con il ministero. La discussione non può accendersi  solo quando accade qualcosa nelle zone centrali e ignorare o dimenticare i problemi quotidiani che affrontano i cittadini ad esempio di Baggio, Niguarda o Bicocca.

Azione, al momento, parla di nomi: gliene va bene uno e non un altro, poi però servono i temi. Servono risposte concrete da fornire alle persone. Noi vogliamo aumentare, nei limiti del possibile, il prelievo Irpef ai redditi più alti considerato che a Milano gravitano tantissime persone che hanno redditi molto alti, ma pagano poche tasse a causa della legge Renzi.

Oltre al tema della sicurezza e dell'urbanistica, c'è anche quello del caro vita. Secondo lei, cosa dovrà fare la prossima giunta per porsi effettivamente in discontinuità con quella attuale? 

Innanzitutto dovrà rimettere al centro i cittadini e non gli speculatori. Dovrà porre attenzione alle parti di Milano, che sono molto meno notiziabili, e di cui ci si è dimenticati totalmente e mi riferisco alle periferie dove, tra l'altro, vive la maggior parte delle persone. Dopodiché sarà fondamentale ritornare a creare le condizioni per lo sviluppo urbanistico: non è possibile che per spostare un muro in una casa sia necessario passare da una burocrazia folle soprattutto quando è stato permesso per anni di costruire grattacieli. Questa discrasia, secondo me, va assolutamente ribaltata sia comunicativamente che amministrativamente.

Come potrà il prossimo candidato o candidata sindaca conciliare lo sviluppo economico di Milano con le istanze di giustizia sociale del Movimento 5 Stelle? Ci sarà un modo per smettere di respingere chi a Milano non riesce comunque a sostenere i costi di questa città?

È chiaro che serve un accordo sociale-sindacale per dare un extra bonus per chi lavora a Milano. È evidente che, per chi lavora in ambito pubblico, guadagnare 1.500 euro a Milano non è lo stesso che guadagnarli in altre zone della Lombardia o in altre regioni.  Al contempo, per il futuro, vanno evitati sprechi di risorse. Le faccio un esempio: dal mio punto di vista, non ha avuto alcun senso l'acquisto delle quote di minoranza della società della metropolitana 4. Con quei soldi, si sarebbero potuti fare investimenti nell'housing sociale. Si sarebbe potuto investire, anche con eventuali partner privati, in abitazioni da assegnare alla classe media senza fare gli interessi dei fondi di investimento, come è stato fatto con il Villaggio Olimpico.

Il Comune di Milano ha buttato e immobilizzato centinaia di milioni di euro per acquisire quote di minoranza. Ha tolto risorse, che potevano essere utilizzate per uno sviluppo urbanistico intelligente. Al contempo sempre sul tema dell'urbanistica, il Comune attuale ha dato la gestione di Mind all'ex sindaco di Mantova che, mi chiedo, cosa possa saperne di Milano ed Hinterland. La Regione invece ha inserito il fratello di un ex parlamentare. La situazione è davvero imbarazzante.

Inoltre, non possiamo più tollerare che nei render e nei progetti vengano previste aree verdi ovunque per poi non vederle realizzate. I soldi utilizzati per l'acquisto delle quote in M4, potevano essere usati per rimettere a posto le piscine pubbliche lasciate in stato di abbandono. In questo momento chi è rimasto a Milano non può utilizzare nemmeno un impianto. Le risorse sono poche e, per questo, vanno utilizzate bene.

Anche il centrodestra, rispetto alle ultime elezioni comunali, si sta muovendo con largo anticipo e si sta organizzando per cercare un profilo in grado di vincere Milano. Che tipo di sfida si aspetta e su quale sarà il terreno su cui si potranno vincere o perdere le elezioni?

Il centrodestra, sul tema sicurezza a Milano, ha zero credibilità. Gestisce il ministero degli Interni da anni e non ha combinato nulla. Sono maestri nella comunicazione, ma la sostanza è zero. Sull'urbanistica seguono gli speculatori tanto quanto il centro-sinistra. Su questi due temi, sui quali noi abbiamo posizioni chiare e radicali, non vedo alcun vero sfidante. Sicuramente al centrodestra servirà mettere in campo un candidato serio, non uno che andava in giro a sparare. Nell'interesse del cittadino, serve alzare la sfida e il dibattito.

Vannacci potrebbe essere un problema per il centrodestra a Milano?

Penso di sì. Ma non perché i voti che raccoglierà il partito di Vannacci saranno legati veramente a Milano, quanto perché c'è un malcontento nel centrodestra. Lui, a destra, rappresenta quel voto di protesta. Anche perché il candidato che ha scelto per è uno che forse avrà visto Milano solo con le foto del Duomo su Google. Ma, al netto di grandi annunci, non conosce la città ed i problemi dei cittadini.

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