Inchiesta vigili a Milano, fermato il “regista occulto” e pusher: “Indicava chi arrestare per liberarsi dei rivali”

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Foto di repertorio
È stato rintracciato Ayoub Makkaoui, pusher irreperibile da maggio. Secondo la Procura, il pusher 35enne avrebbe fatto da “regista occulto” in alcuni degli arresti illegali contestati alla “squadretta” di vigili ora ai domiciliari per arresti illegali.

La "squadretta" di agenti della polizia locale di Milano finita ai domiciliari per presunti arresti illegali avrebbe agito anche dietro indicazioni di quello che la Procura definisce un "regista occulto". Si tratta di Ayoub Makkaoui, un 35enne con precedenti per spaccio che questa mattina, giovedì 22 ottobre, è stato rintracciato in uno dei suoi covi tra Rho e Baggio. Già destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere per produzione e traffico di stupefacenti, risultava irreperibile da maggio. Secondo i pm Giovanni Tarzia e Francesca Celle, Makkaoui avrebbe avuto un rapporto stretto in particolare con l'ex commissaria Ilenja Sabato, alla quale avrebbe segnalato soggetti da controllare con il solo obiettivo di "liberarsi dei concorrenti".

Come riportato nell'ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Elio Sparacino, i sei agenti di polizia locale che componevano la "squadretta" sarebbero stati "pienamente coscienti del fatto che stavano aiutando" Makkaoui. Lo stesso Giorgio Baroni, il sesto vigile arrestato, in un'intercettazione del 5 agosto parlava di "reciproca soddisfazione". In sostanza, gli agenti aiutavano il pusher 35enne a "liberarsi dei concorrenti", mentre lui indicava loro chi arrestare.

In particolare Sabato, che nei giorni scorsi si è dimessa dalla carica di commissaria, avrebbe avuto un rapporto stretto con il 35enne di nazionalità marocchina. Il giudice parla di casi in cui il pusher-informatore sarebbe arrivato a impartire a lei "veri e propri ordini", a partecipare alle perquisizioni affinché fosse lui a cercare la droga e a criticare "l'operato degli agenti che, a suo dire, non sarebbero stati capaci di attuare le direttive da lui impartite". Tutte operazioni che, secondo il gip, non avrebbero in alcun modo diminuito lo spaccio.

Makkaoui, inoltre, avrebbe anche organizzato e finanziato compravendite di sostanze stupefacenti sfruttando anche altre persone, al momento indagate, che venivano impiegate come "esche", oltre a usare strumentazioni tecniche e dispositivi di controllo da remoto non autorizzati. In questo momento, gli arresti illegali contestati sono una decina. Alcuni agenti, infatti, avrebbero indicato altri cinque falsi verbali d'arresto che non erano ancora emersi. In uno di questi, la "squadretta" si sarebbe "autotassata" per comprare la droga utile come "esca" per l'arresto.

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