Uno dei ragazzi arrestati dopo le manifestazioni a Milano: “Montata la rabbia perché vogliono licenziare papà”
"È montata la rabbia perché vogliono licenziare papà": a pronunciarla è stato il ragazzo di 20 anni per cui ieri, martedì 20 ottobre, è stato convalidato l'arresto in carcere perché accusato di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata alla luce delle manifestazioni e degli scontri avvenuti in piazza Duomo a Milano lo scorso 17 ottobre. Il 20enne le ha dette al giudice per le indagini preliminari Fabrizio Filice durante l'interrogatorio.
"Ho partecipato alla manifestazione perché circa una settimana prima mi era arrivato su TikTok un video in cui si chiamava a questa manifestazione di protesta per il carovita e io ho deciso di aderire perché nella mia famiglia stiamo vivendo un periodo di forte difficoltà economica", ha proseguito il 20enne. Oltre a lui, per altri tre è stato disposto il carcere mentre per un 24enne sono stati disposti gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico perché accusato solo di resistenza pluriaggravata perché accusato di aver avuto una colluttazione con un agente nel tentativo di evitare l'arresto di un minore.
Il 21enne ha poi raccontato che la sua rabbia è montata alla luce di questa situazione che sarebbe costretto a vivere. E ha inoltre precisato di aver "fatto cose" che "se tornassi indietro non rifarei".
Il gip, nell'ordinanza di convalida degli arresti, ha fatto riferimento a un "preciso progetto di destabilizzazione dell'ordine pubblico". Ha inoltre citato come via social si stia procedendo con il convocare altre proteste nei prossimi fine settimana. E proprio su questo, gli inquirenti stanno concentrando parte delle loro indagini. In particolare sugli account "Italia in piazza" e "Movimento 17 ottobre" che, sempre per gli investigatori, starebbero invitando a rendere permanente la mobilitazione e "a mantenere un profilo decisamente violento e insurrezionale".
Contestualmente anche la procura dei minori ha disposto misure cautelari nei confronti di undici ragazzini, che hanno tra i 14 e i 16 anni, che sono stati arrestati sabato. Per cinque è stato disposto il collocamento in comunità, per sei invece gli obblighi di permanenza in casa. Per coloro che, invece, sono stati arrestati domenica non è stata ancora fissata l'udienza di convalida. Questa verrà fissata nei prossimi giorni. Dagli accertamenti della Procura dei minori, è emerso che su 35 minorenni, 31 non ha alcun precedente penale. Non risultano minori stranieri non accompagnati ed è scarsa la "presenza di quelli più piccoli".
In tre hanno 14 anni o poco più mentre 25 hanno tra i 15 e i 16 anni. In 25, poi, sono nati in Italia mentre 10 sono nati all'estero. In 23, inoltre, risiedono tra Milano e provincia. Nove, invece, sono nati in altre province lombarde, due in altre regioni e uno solo all'estero.