Scontri a Milano, 4 maggiorenni in carcere e uno ai domiciliari: accusa di devastazione, saccheggio e resistenza

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Il gip Fabrizio Felici ha convalidato gli arresti e disposto la misura cautelare in carcere per i quattro giovani accusati di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata. Un quinto giovane è stato destinato invece agli arresti domiciliari.

Restano in carcere quattro dei cinque maggiorenni arrestati dopo gli scontri avvenuti sabato scorso, 17 ottobre, tra piazza Duomo e le vie del centro di Milano. Lo ha deciso il gip Fabrizio Felici convalidando gli arresti e disponendo la misura cautelare in carcere per i quattro giovani accusati di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata.

Per un quinto maggiorenne, accusato soltanto di resistenza pluriaggravata e difeso dall'avvocato Guido Guella, il giudice ha invece disposto gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. La procura diretta da Marcello Viola aveva chiesto per tutti i 5 maggiorenni arrestati dopo gli scontri la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere.

"È evidente, dal proseguire del battage via social per convocare altre proteste nei prossimi fine settimana, che è in atto un preciso progetto di destabilizzazione dell'ordine pubblico, che conta proprio sulla spontanea partecipazione di molti giovani che (…) trovandosi in quella situazione di sfogo collettivo di rabbia e violenza, perdono completamente il controllo dei propri impulsi e diventano a propria volta attori violenti e antisociali", ha scritto il gip Filice nel provvedimento con cui ha convalidato l'arresto e disposto il carcere per quattro dei cinque maggiorenni.

Intanto per domani, mercoledì 21 ottobre, si preparano a scendere in piazza a Milano gli esponenti di Azione per dire no alla violenza dopo i vandalismi e gli scontri dello scorso weekend, in una piazza che però deve essere "civica e a-partitica".

"Serve ristabilire un clima di serenità, legalità e dialogo e la piazza di domani è una piazza completamente civica e a-partitica, per tutte le donne e gli uomini della città che si riconoscono nella libertà e nella legalità", ha sottolineato il segretario milanese di Azione Francesco Ascioti.

"Per questo motivo – ha concluso – premesso che è una piazza tutta e solo civica alla quale non si aderisce come partito politico e nessuno ha aderito in quanto tale, ma solo come singoli cittadini, chi di noi sarà presente porterà la bandiera di Milano e la bandiera dell'Italia, in segno di rispetto verso le istituzioni e verso la società civile milanese".

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