I vigili di Milano indagati per gli arresti illegali salgono a 15, i pm: “Volevano fare carriera”
La "squadretta" della polizia locale che, secondo i pm, faceva arresti illegali continua ad allargarsi: il numero degli indagati è salito a 15. Sei di loro saranno interrogati oggi, venerdì 9 ottobre, dal gip Elio Sparacino. Per loro, i pm Giovanni Tarzia e Francesca Celle hanno chiesto la custodia in carcere.
L'inchiesta – che ipotizza a vario titolo peculato, falso ideologico e arresti illegali – è partita dall'arresto di un uomo a Corsico lo scorso 16 luglio, si è poi progressivamente estesa, portando alla luce otto presunti arresti illegali. Da quella segnalazione, sono poi scattati i primi accertamenti sugli agenti dell'Unità Investigazioni e Prevenzione della polizia locale milanese. Tra gli agenti destinatari dei provvedimenti figurano Mattia Rignanese, Denni Dileo, Rosario Piscopo, Vincenzo Compagnone e la commissaria Ilenja Sabato. Oggi sono 33 i capi d'imputazione contestati, con accuse che comprendono falso, calunnia e peculato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli agenti avrebbero alterato verbali e ricostruito in modo non veritiero le circostanze di diversi interventi, attribuendo alle persone fermate condotte che non avrebbero tenuto.
Il caso intorno al quale si è sviluppata l'indagine ha portato al fermo di un uomo. Secondo quanto ricostruito dall'accusa, gli agenti lo avrebbero bloccato e trasferito verso Milano, intervenendo fuori dal territorio di competenza. La droga sarebbe stata poi indicata come trovata sotto il sedile della sua auto, perquisita senza la sua presenza. Nei verbali sarebbero inoltre state riportate circostanze false sul luogo dell'arresto e sulla presunta resistenza dell'uomo. Gli investigatori hanno quindi approfondito altre operazioni. Tra queste, quella del 17 gennaio scorso che coinvolge un minore. Nel verbale gli agenti avrebbero descritto il ragazzo mentre prelevava ripetutamente droga da un albero in un giardino condominiale e tentava di venderla a una donna. Quest'ultima era in realtà l'ufficiale della polizia locale Ilenja Sabato, attualmente ai domiciliari, impegnata nell'acquisto organizzato. Secondo l'accusa, il minorenne non avrebbe opposto resistenza e la contestazione sarebbe servita a giustificare una ferita al labbro riportata durante l'intervento.
Gli interventi – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – sarebbero stati finalizzati a ottenere risultati da mostrare ai superiori e a favorire la carriera degli agenti, sfruttando i contatti con gli informatori attivi nelle piazze di spaccio. Negli atti, tuttavia, non emergerebbero ipotesi di denaro o droga trattenuti dagli operatori.