Agenti di polizia locale arrestati a Milano, altri due indagati faccia a faccia davanti al gip
Arriverà nei prossimi giorni la decisone del gip di Milano, Elio Sparacino, sulla richiesta avanzata dai pm Giovanni Tarzia e Francesca Celle di custodia in carcere per sei agenti della Polizia locale coinvolti nell'inchiesta sui presunti arresti illegali. Cinque, tra cui la commissaria Ilenja Sabato, sono già ai domiciliari dopo essere stati arrestati ad agosto. Per il sesto, invece, si tratta della prima misura cautelare proposta. I capi d'imputazione, a vario titolo, sono 33 e le ipotesi di reato sono anche di falso, peculato e calunnia. Mentre il numero totale degli indagati è salito a 15, il pm Tarzia è tornato quindi a chiedere il carcere per i primi sei.
Dopo i tre del 9 ottobre scorso, nella giornata di ieri sono proseguiti gli interrogatori degli altri tre agenti su otto nuovi episodi contestati a vario titolo e che si aggiungono a quello legato agli arresti di due mesi fa. Episodi ricostruiti con il proseguimento delle indagini che, secondo la Procura, indicherebbero un contesto "relazionale e organizzato", nel quale potrebbero verificarsi condotte di reciproca protezione e tentativi di alterare le prove.
E se l'agente Vincenzo Compagnone, che è già sotto processo per la vicenda della transessuale Bruna, si è avvalso della facoltà di non rispondere, per gli agenti Denni Dileo e Ilenja Sabato il faccia a faccia è durato a lungo. Il primo, come ha spiegato il suo difensore, Paolo Confalonieri, si è visto "annullare" due capi di imputazione dai pm e "ha chiarito la sua posizione", dando per esempio delucidazioni su una bicicletta "sparita" che avrebbe portato in commissariato per poi non "sapere più nulla".
Anche la commissaria Sabato ha reso un lungo interrogatorio. Il suo legale, Giovanni Briola, ha anche depositato una memoria sostenendo che mancano i presupposti per accogliere la misura: il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio sono "insussistenti", considerato che gli indagati sono tutti (eccetto uno) agli arresti domiciliari e, come ha fatto notare anche l'avvocato Confalonieri, sono stati sospesi dal servizio. Insomma, per i legali mancano le esigenze cautelari.