Droga e telefoni nel carcere di Monza, arrestato un agente: li nascondeva nelle buste della spesa

Immagine
Le indagini
Sei indagati per un traffico di droga e cellulari nel carcere di Monza. Un agente della penitenziaria avrebbe introdotto di nascosto la merce nelle borse della spesa in cambio di denaro e sigarette.

Un agente della polizia penitenziaria e altre cinque persone sono coinvolte in un'indagine della procura di Monza e della squadra mobile su un traffico di droga e telefoni all'interno del carcere. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Monza su richiesta del pm Sara Mantovani, riguarda quattro italiani e due cittadini albanesi.

Per due di loro è scattato il carcere, per l'agente penitenziario sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per gli altri tre indagati è stato applicato l'obbligo di dimora. L'agente e un ex detenuto di 34 anni, scarcerato a febbraio, sono accusati a vario titolo di corruzione, detenzione ai fini di spaccio e illecita introduzione di cellulari nella struttura penitenziaria.

L'indagine è partita lo scorso febbraio, proprio da una segnalazione della penitenziaria di Monza che aveva intercettato le prime informazioni sui traffici interni alla struttura. Gli accertamenti della squadra mobile hanno poi permesso di ricostruire il ruolo dell'ex detenuto albanese che, sia da recluso sia una volta uscito in affidamento in prova, gestiva il commercio dei cellulari e della sostanza stupefacente all'interno del carcere.

Così entrava la droga nel carcere di Monza

Veniva pagato in pacchetti di sigarette per i passaggi più piccoli o con versamenti in contanti da parte dei familiari dei reclusi, l'agente della penitenziaria di Monza arrestato nell'ambito dell'operazione condotta dalla procura e dalla squadra mobile di Monza.

Secondo quanto ricostruito, gli scambi con l'agente infedele avvenivano inizialmente nei locali del carcere, sfruttando i momenti in cui al recluso veniva concessa una telefonata. Dopo la scarcerazione del 34enne, gli incontri si sono poi spostati all'esterno, nei parcheggi dei centri commerciali tra Monza e Lissone: l'agente riceveva lo stupefacente e i telefoni e li introduceva nella struttura nascondendoli nelle borse della spesa, per poi consegnarli al nuovo referente dei detenuti per la distribuzione nelle celle.

In un'occasione i poliziotti hanno documentato la consegna di 600 euro al poliziotto in cambio dell'ingresso di un etto di hashish. Lo scorso 24 marzo l'agente era stato arrestato in flagranza dagli stessi colleghi e dalla mobile, dopo essere stato sorpreso mentre consegnava un cellulare, due panetti di hashish e 28 grammi di cocaina a un recluso. Nel complesso le perquisizioni hanno portato al sequestro di circa 900 grammi di hashish e 30 grammi di cocaina.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views