“Ho preso uno schiaffo, ma la Digos ha identificato me”: parla il ragazzo colpito al presidio della destra a Milano
"Volevo stare lontano dal casino, ma ho visto che avevano iniziato a spingere un signore che era di fianco a me e mi sono messo in mezzo per difenderlo. Alla fine mi hanno tirato uno schiaffo e la Digos mi ha messo spalle al muro per dirmi di fare il bravo. Mi hanno identificato, ma al tipo che mi ha colpito lo hanno fatto solo tornare dietro il cordone antisommossa". Questo è il racconto di Pietro (nome di fantasia), uno dei due uomini che lunedì sera, 19 ottobre, durante il presidio della destra in piazza San Carlo a Milano sono stati aggrediti da alcuni manifestanti. "Avevo già notato quel soggetto, prima di colpirmi spingeva le persone dicendo ‘zecche del c… andatevene‘", ha spiegato a Fanpage.it, "credo fosse stato messo insieme ad altri a fare una specie di servizio d'ordine, scacciando la gente che non la pensava al loro stesso modo".
Lo scorso 19 ottobre i partiti di destra avevano organizzato in piazza San Carlo un presidio in solidarietà di forze dell'ordine e negozianti a seguito degli avvenimenti del fine settimana. Non lontano da lì, in piazza Duomo e via Torino soprattutto, per due giorni centinaia di giovani hanno danneggiato esercizi commerciali, auto di servizio di carabinieri e polizia locale, lanciato sassi e petardi. Nonostante i dati ufficiali della Questura riportino come dei 271 fermati domenica solo 60 siano stranieri, i manifestanti di destra nel loro presidio hanno esibito striscioni che recitavano: "Vi remigreremo tutti" e anche "maranza e centri sociali. Pene esemplari per questi criminali".
"Stavo andando a prendere la metropolitana dopo il lavoro, quando ho visto le bandiere italiane e i cori razzisti. Mi sono avvicinato a guardare, così come hanno fatto anche altre persone", ha raccontato Pietro a Fanpage.it: "Non c'era alcun contro-presidio organizzato, ma quando hanno notato la presenza di La Russa e Sardone si sono fermate ad ascoltare e a chiedersi cosa stesse succedendo". Al presidio, infatti, avevano preso parte il presidente del Senato, la candidata alla carica di sindaco di Milano designata dalla Lega, a Matteo Perego indicato da Forza Italia e l'ex prima cittadina Letizia Moratti.
"Quando è iniziato il momento di tensione più importante ero abbastanza defilato", ha ricordato Pietro, "quattro o cinque soggetti, che non erano delle forze dell'ordine, si erano messi ad allontanare le persone che secondo loro avevano idee differenti". In quel momento lui era di spalle, cercando di stare lontano dalla zona più calda della piazza. "Poi però si sono messi a spingere un signore che era a fianco a me", ha detto, "io non sono capace di farmi gli affari miei e allora mi sono messo in mezzo per difenderlo. Alla fine mi hanno tirato uno schiaffo". Come si può vedere dai video che circolano sui social, anche l'altro uomo, il primo a essere stato spintonato, era stato colpito più volte, fino quasi a finire a terra.
Alcuni agenti della Digos, in servizio in piazza per il presidio, erano intervenuti per placare gli animi. "Mi hanno messo spalle al muro e mi hanno identificato", ha spiegato Pietro, "mi hanno detto che dovevo fare il bravo e che se volevo potevo andare con loro in Questura così da capire di chi fosse la colpa. Ho risposto che avrei potuto farlo subito, ma sono andati via sostenendo che dovevano gestire la piazza. Solo quando hanno visto i giornalisti avvicinarsi con le telecamere mi hanno ridato il documento". Alla fine, Pietro era tornato a casa poco dopo, con il "tipo dello schiaffo" che era stato fatto tornare "dietro il cordone antisommossa".