Scontri a Milano, pagina Instagram pubblica nomi e indirizzi di 19 manifestanti: “Vi prenderemo uno ad uno”

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La pagina Instagram ‘Quelli dei cori’ ha pubblicato nelle storie di Instagram una lista di indirizzi di 19 persone che avrebbero preso parte alla manifestazione del 17 ottobre a Milano: “Vi prenderemo uno ad uno”. I gestori hanno poi ritrattato dicendo che i nomi “erano finti”. Per l’assessora Tiziana Elli (Pd) di Municipio 9 i nomi delle vie erano vere e “c’era il rischio che qualcuno ci andasse”.

"Ai figli di p… musulmani che oggi hanno distrutto Milano. Molti sappiamo chi sono. Vi prenderemo uno ad uno, a partire dai genitori, per proseguire a voi m…". Iniziavano così le storie Instagram pubblicate ieri sera dalla pagina ‘Quelli dei cori – Cori beceri 4.0‘, fino a poche ore fa seguita da 20mila persone e che ora risulta con zero follower e zero seguiti. Una dichiarazione d'intenti a cui ha fatto seguito una lista di nomi, cognomi e indirizzi che avrebbero preso parte agli scontri con la polizia andati in scena in centro a Milano: "Stiamo andando a parlare in modo molto democratico alle m… che abitano ad Affori e Comasina. Probabilmente arriverà la polizia, quindi niente armi", era l'appello. Prima che tutto venisse eliminato o comunque rimosso, i gestori dell'account hanno affermato che "era tutto finto, nomi compresi". "Hanno ritrattato solo dopo che abbiamo iniziato a denunciare la cosa", ha spiegato a Fanpage.it Tiziana Elli, assessora del Pd al Municipio 9 che a sua volta è stata bersagliata dalla pagina: "Era tutto fuorché un gioco. I nomi magari erano falsi, ma gli indirizzi erano veri. Qualcuno avrebbe potuto andare lì e non sappiamo cosa sarebbe poi potuto succedere".

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"Stiamo andando a parlare in modo molto democratico alle m…"

Il bilancio di quanto accaduto ieri durante la manifestazione contro il caro vita parla di 72 giovani portati in Questura, di cui almeno la metà minorenni. In serata, la pagina Instagram ‘Quelli dei cori‘ una lista di 19 nomi e cognomi, con i rispettivi presunti indirizzi di residenza: Precotto, QT8, San Siro, Bande Nere, Affori, Comasina e altri. I gestori della pagina hanno poi spiegato che quelli "erano i nomi di alcune m… che hanno devastato la nostra città", anticipando quello che era il loro intento: "Stiamo andando a parlare in modo molto democratico alle m… che abitano ad Affori e Comasina. Probabilmente arriverà la polizia, quindi niente armi, niente lame, bastano le mani in caso di difesa".

Le storie sono state poi riprese da alcuni esponenti della politica locale, in particolare da Tiziana Elli, assessora del Municipio 9, che invitava a segnalare la pagina. La stessa Elli è stata in seguito ripresa nelle storie: "Assessore Elli, lo chiarisco una volta per tutte: non stiamo organizzando alcun tipo di ronda", si leggeva nella storia, "L'intenzione era quella di andare a parlare con delle persone, non di organizzare pattugliamenti. Le uniche ronde di cui si dovrebbe discutere sono quelle che sono state messe in atto da animali proprio oggi, in centro a Milano". Cinque ore dopo la prima storia, i gestori della pagina hanno cambiato tono, dichiarando che quanto pubblicato fino a quel momento "era tutto finto, nomi compresi".

Elli: "Non era un gioco, gli indirizzi erano veri"

"Hanno ritrattato solo dopo che abbiamo iniziato a pubblicare le storie insieme ad alcuni colleghi, ma nel frattempo avevano lasciato ancora gli indirizzi", ha commentato Elli a Fanpage.it: "Parlano di ‘mussulmani' perché evidentemente in piazza non ci sono nemmeno andati". L'assessora ha spiegato di aver avvisato le forze dell'ordine, "ma non sappiamo se hanno fatto qualcosa". Secondo l'esponente dem, "era tutto fuorché un gioco. Gli indirizzi erano veri, c'era il rischio che qualcuno andasse veramente sotto casa delle persone".

Secondo Paolo Romano, si è trattata di "una minaccia che inaugura il fascismo 2.0, sfociata anche in attacchi e minacce velate personali a me in chat, con frasi quali ‘meno male che sei consigliere caro’ e pubbliche contro l'assessora Elli. Il consigliere regionale del Pd ha sottolineato che non c'è stata "fino ad ora non una parola di condanna da parte della destra". Anche Romano ha fatto sapere di aver avvisato le autorità e che il fatto che i nomi fossero "inventati" è ancora da verificare. "Il clima intimidatorio in città verso i manifestanti e verso la comunità araba è diventato intollerabile", ha ribadito il consigliere, "nessuno difende i pochi che ieri hanno arrecato danni alla città, ma la maggior parte dei manifestanti era totalmente pacifica ed è stata comunque caricata in piazza mentre stava solo chiedendo diritti e futuro a questo Governo vessatorio che li ha negati ai giovani".

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