Scontri a Milano, il papà di un ragazzo portato in Questura: “Metà dei fermati sono minori, l’altra metà sono pirla”

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Scontri tra manifestanti contro il caro vita a Milano sabato 17 ottobre 2026 (foto di Stefano Porta/LaPresse)
La scorsa notte, davanti alla Questura di Milano, dove i manifestanti fermati – tra cui molti minorenni – sono stati portati per essere identificati, erano presenti anche i loro genitori e le loro famiglie. Un padre avrebbe detto: “Metà dei fermati sono minori…l’altra metà sono pirla”.

Dopo la guerriglia di ieri pomeriggio in piazza Duomo a Milano, è arrivato poi il momento della conta dei danni: materiali e umani. Sono in tutto circa 60 le persone accompagnate in Questura per accertamenti. Sul piano sanitario, sono invece 25 le persone ferite. Tra queste, 10 appartengono alle Forze dell’Ordine. I feriti sono stati così medicati e ricoverati: 11 all’ospedale Niguarda, 1 alla Clinica Città Studi, 6 al Policlinico, 5 al Fatebenefratelli e 2 all’ospedale San Giuseppe. Nessuno è stato trasportato in codice rosso.

Intanto la scorsa notte, davanti alla Questura di Milano, dove i manifestanti fermati – tra cui molti minorenni – sono stati portati per essere identificati, erano presenti anche i loro genitori e le loro famiglie. C'erano mamme e papà, fratelli e amici, avvolti dallo smarrimento e dalla paura di non sapere cosa sarebbe stato detto loro dagli agenti.

Mentre aspettavano di entrare, una madre visibilmente nervosa avrebbe detto, sfogandosi, a un altro genitore: "Non sanno neanche di essere al mondo e vanno a manifestare… per la scuola (il corteo in realtà è contro il caro vita, ndr)…ed è iscritto alla privata".

C'era chi fumava per ingannare l'ansia, chi si interrogava sulle responsabilità di chi è stato fermato e c'era anche un papà che ha varcato l'ingresso della Questura in lacrime. Un altro invece, rispondendo al telefono e provando a sintetizzare la situazione, avrebbe detto: "Metà dei fermati sono minori…l'altra metà sono pirla". 

Ai genitori, increduli, i poliziotti hanno risposto con calma e precisione: "Sono sicuro sia lui…stava devastando una vetrina e si è abbassato il passamontagna". L'ultima parola ha fatto impallidire i familiari e lasciato i presenti perplessi.

I cognomi che sono stati letti sono in gran parte di maggiorenni italiani. Ma nell'elenco c'erano anche tanti minori, molti con situazioni familiari fragili.

Agli stessi agenti che li hanno fermati mentre sfondavano la vetrina di un negozio di abbigliamento sportivo a pochi passi da San Babila, avrebbero raccontato di arrivare da una comunità di Cologno Monzese. "Stanotte ci faremo comunità per comunità per ritrovare le facce dei video…" avrebbe detto con stanchezza un poliziotto lasciando intendere, se ce ne fosse bisogno, che di fermi ce ne saranno altri nei prossimi giorni.

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