Stipendi bassi, inflazione e sanità: proteste in tutta Italia e scontri con la polizia, guerriglia a Milano
All'indomani delle mobilitazioni promosse in decine di città italiane nell'ambito della giornata di protesta nazionale contro il caro vita è tempo di bilanci. Le piazze erano state convocate per protestare contro l'inflazione e gli stipendi bassi, ma chiedevano anche lavoro sicuro e maggiori finanziamenti destinati alla sanità pubblica, alla scuola e all'università. Nel corso dei cortei – che per lo più si sono svolti in modo pacifico – si sono tuttavia registrati momenti di forte tensione, scontri con le forze dell'ordine e danneggiamenti nel centro di diversi capoluoghi.
Milano, 50 persone portate in Questura
A Milano la manifestazione ha visto la partecipazione di oltre cinquemila persone. Iniziata in piazza del Duomo con il concentramento di alcune centinaia di persone, la protesta si è mossa attraversando il centro cittadino. I primi disordini sono scoppiati lungo via Broletto, all'altezza di via San Tomaso, dove il corteo si è arrestato e si è verificato un lancio di sassi, bombe carta e fuochi d'artificio contro i reparti mobili della Polizia di Stato. Gli agenti hanno risposto con cariche di alleggerimento per contenere i tentativi di sfondamento del cordone di sicurezza, determinando il frazionamento del corteo.
Nel corso dei disordini si sono avuti danneggiamenti alle pensiline del trasporto pubblico e alle vetrate di alcuni edifici storici. Le tensioni sono poi proseguite nella zona di Cordusio e all'interno della Galleria Vittorio Emanuele II, dove le forze dell'ordine sono intervenute mentre le attività commerciali abbassavano le saracinesche.
In piazza Duomo si è registrato anche l'incendio all'interno di un cantiere. Il bilancio complessivo nel capoluogo lombardo conta circa 50 persone accompagnate in Questura per identificazione e accertamenti. Sul piano sanitario, come spiega una nota di Areu sono 25 le persone ferite. Tra queste, 10 appartengono alle Forze dell’Ordine. I feriti sono stati così suddivisi: 11 all’ospedale Niguarda, 1 alla Clinica Città Studi, 6 al Policlinico, 5 al Fatebenefratelli e 2 all’ospedale San Giuseppe. Nessuno è stato trasportato in codice rosso.
Torino, danni anche alla libreria Feltrinelli
A Torino il presidio e il successivo corteo si sono concentrati in piazza Castello e nelle vie limitrofe, ponendo l'accento sui rincari dei carburanti e delle bollette energetiche. Durante lo svolgimento della protesta si sono avuti momenti di disordine causati dall'azione di gruppi con il volto coperto. In zona Porta Nuova si è verificata un'irruzione all'interno della libreria Feltrinelli, dove sono stati scaraventati a terra volumi e arredi. Gli interventi delle forze dell'ordine per riportare la situazione alla normalità hanno portato al blocco e al fermo di 12 persone, tra le quali figurano 10 minorenni.
Bologna, fermati sette manifestanti
A Bologna la mobilitazione era partita nel primo pomeriggio da piazza Minghetti, snodandosi lungo via Farini e via Marconi prima di raggiungere l'area della stazione ferroviaria.
In piazza Medaglie d'Oro si sono verificate le criticità maggiori: gruppi di manifestanti hanno lanciato oggetti, fumogeni, bottiglie e transenne verso la stazione, danneggiando anche numerose biciclette del servizio di sharing cittadino. Polizia e Carabinieri hanno presidiato gli accessi impiegando idranti e lacrimogeni per disperdere i gruppi ed evitare il contatto fisico diretto. La Polizia ha bloccato e fermato sette persone all'incrocio tra i viali di circonvallazione e via Indipendenza, la cui posizione è al vaglio dell'autorità giudiziaria.
Le reazioni politiche
Gli episodi di violenza hanno sollevato immediate prese di posizione sia da parte del governo sia da parte degli amministratori locali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato: "Manifestare è un diritto ma mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Ogni reticenza diventa giustificazione". Le hanno fatto eco i vicepremier: "È inaccettabile – ha detto Tajani – che parte del centrosinistra soffi sul fuoco nel tentativo di compensare la propria assenza di idee e proposte". Mentre per Matteo Salvini in piazza c'erano "centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???". Il primo a parlare sul fronte opposto è il sindaco della città più ferita, Giuseppe Sala: "Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell'ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili. La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta".