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Ciclista trascinato e ucciso da un camion a Monza: “L’autista non ha colpe, era nell’angolo cieco”

È stata archiviata l’indagine per omicidio colposo a carico del camionista che il 18 aprile 2025 a Monza ha travolto e ucciso Aristide Frascadore. Secondo la perizia, il 48enne non avrebbe potuto accorgersi della presenza del ciclista perché era finito in un angolo cieco.
A cura di Enrico Spaccini
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Aristide Frascadore
Aristide Frascadore

Il giudice per le indagini preliminari Marco Formentin del Tribunale di Monza ha accolto la richiesta di archiviazione del fascicolo d'indagine per omicidio stradale a carico dell'autista del camion che il 18 aprile 2025 aveva travolto e ucciso Aristide Frascadore in viale Cesare Battisti a Monza. Il 91enne, che stava pedalando sulla sua bici da corsa, era stato trascinato dal mezzo pesante per centinaia di metri, fino all'ingresso della Villa Reale. Secondo la Procura, il 48enne alla guida del tir avrebbe potuto accorgersi della presenza del ciclista solo guardando di continuo gli specchietti, ma così facendo non avrebbe potuto controllare le altre macchine in movimento attorno a lui. Nonostante l'opposizione della famiglia di Frascadore, il gip ha deciso di archiviare il caso.

L'incidente a Monza

L'incidente si era verificato intorno alle 11:30 del 18 aprile nei pressi dell'incrocio tra via Dante e viale Cesare Battisti. Frascadore, nonostante l'età, era abituato a pedalare per diversi chilometri con la sua bici da corsa, partendo dalla sua abitazione in zona Maciachini a Milano fino al Parco di Monza. Quella mattina, però, mentre si trovava sulla linea di mezzeria per superare la fila di macchine ferme al semaforo, il 91enne era stato colpito dal paraurti anteriore di un camion e, rimanendo incastrato, era stato trascinato per alcune centinaia di metri fino all'ingresso di Villa Reale.

Alla guida del mezzo pesante c'era un 48enne di nazionalità romena e residente a Muggiò. L'autista era stato fermato poco dopo dalla polizia locale, dichiarando di non essersi accorto di nulla. Assistito dall'avvocato Enrico Arena, è stato dunque indagato per omicidio stradale.

La perizia cinematica e l'angolo cieco

Per chiarire le varie responsabilità di quanto accaduto, la Procura ha disposto una consulenza cinematica, così come anche i familiari della vittima con un proprio consulente. Il perito incaricato dagli inquirenti ha rilevato come Frascadore, sebbene si trovasse in posizione frontale rispetto al camion, era finito in un angolo cieco. Il 48enne, dunque, avrebbe potuto accorgersi del suo arrivo solo guardando di continuo gli specchietti, ma in questo modo non avrebbe potuto controllare le altre auto in movimento attorno a lui nei pressi del semaforo.

Alla luce di questi risultati, la Procura ha chiesto al gip di archiviare l'indagine a carico del 48enne, sostenendo la tesi secondo la quale all'autista non sarebbe attribuibile alcuna responsabilità per quanto accaduto. I familiari di Frascadore si sono opposti, ma alla fine il giudice del Tribunale di Monza ha deciso di accogliere la richiesta del magistrato.

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