Francesca Mazza morta nello schianto sulla moto del fidanzato a Mezzanino: il 32enne viaggiava a 130km/h

Viaggiava a una velocità compresa tra i 120 e i 130 chilometri orari la moto sulla quale il 30 agosto dell'anno scorso viaggiava Francesca Mazza. Davanti a lei, alla guida della due ruote, c'era il suo fidanzato Gianlorenzo Ottaviani il quale, dopo un sorpasso, in un tratto rettilineo nella frazione Tornello di Mezzanino (in provincia di Pavia) si è schiantato contro una monovolume impegnato in una manovra. Secondo il perito Emanuele Fracasso, incaricato dal pubblico ministero Alberto Palermo, se il 32enne avesse rispettato il limite di 50 chilometri orari, sarebbe riuscito a frenare in tempo per evitare l'impatto costato la vita alla sua fidanzata. Ottaviani è indagato per omicidio colposo stradale.
L'incidente si era verificato il 30 agosto 2025. Mazza e Ottaviani stavano facendo una gita sui colli dell'Oltrepò Pavese con la moto. La 31enne, impiegata in un ufficio legale di una banca, viaggiava come passeggera, mentre alla guida c'era il suo fidanzato 32enne. In un tratto rettilineo della strada statale 617, nella frazione Tornello di Mezzanino, i due si erano schiantati contro una monovolume impegnato in una manovra per uscire dalla banchina dove era parcheggiato. Ottaviani non era riuscito a evitare l'impatto: lui era rimasto gravemente ferito, mentre Mazza era finita sbalzata contro un camper in sosta, riportando lesioni che si sono rivelate mortali.
Come riportato dal quotidiano locale La Provincia Pavese, il pm titolare delle indagini, Alberto Palermo, ha disposto una consulenza cinematica per ricostruire la dinamica dell'incidente. Affidata all'ingegnere Emanuele Fracasso, la relazione è stata depositata nei giorni scorsi. Stando a quanto emerso dagli accertamenti, Ottaviani al momento dello schianto stava viaggiando a una velocità compresa tra i 120 e i 130 chilometri orari in un tratto dove il limite è di 50 chilometri orari per la presenza di case e passaggi pedonali. Inoltre, il 32enne aveva appena eseguito un sorpasso azzardato.
È stata sottolineata anche l'imprudenza del 60enne che guidava la monovolume. L'uomo, infatti, aveva fatto inversione in un tratto consentito, ma l'avrebbe eseguita con eccessiva velocità e con la visuale non sufficientemente libera. Secondo il perito, sarebbe stato imprudente anche il comportamento del conducente del camper contro il quale ha impattato Mazza, perché avrebbe parcheggiato in un punto vietato.