Il padre del 22enne ucciso in stazione Certosa: “Avevamo paura di ritorsioni, con l’arresto siamo più tranquilli”

"Ora io e tutta la mia famiglia siamo più tranquilli. Ho fiducia nella polizia con cui sono in stretto contatto e mi affido completamente alla giustizia, che sta facendo il suo corso". Contattato da Fanpage.it, Wilmer Ibarra ha commentato così l'arresto del ragazzo che ha ucciso con 30 coltellate suo figlio Gianluca Ibarra Silvera, 22 anni, nella stazione di Milano Certosa la notte tra il 26 e il 27 maggio.
"Siamo devastati dal dolore ma almeno siamo più tranquilli. Fino a prima dell'arresto abbiamo vissuto nella paura perché temevano ritorsioni da parte dell'aggressore e della banda con cui ha agito, perché l'altro mio figlio era presente in stazione quel giorno e ha visto tutto", ha detto ancora il padre di Gianluca Ibarra a Fanpage.it.
"Da genitore non posso far altro che mettermi nei panni dei genitori di questi ragazzi, provo grande dispiacere per loro. E per i ragazzi, ecco, spero che Dio li perdoni", ha concluso l'uomo.
È scattato venerdì 5 giugno l'arresto del ragazzo che secondo le indagini della polizia avrebbe aggredito e materialmente accoltellato Ibarra Silvera. Si tratta del 19enne Jefferson Smit Echevarria Verano, di origine peruviana, residente a Canegrate, nel Milanese. Nell'inchiesta della Procura di Milano – coordinata dal procuratore capo Marcello Viola – al momento si profila per lui il reato di omicidio aggravato dalla premeditazione. Intanto Echevarria Verano oggi, domenica 7 giugno, è atteso per l'interrogatorio di fronte alla giudice per le indagini preliminari Sara Cipolla.
Nell'ambito delle indagini condotte dal pubblico ministero Elio Ramondini e dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, emerge che per la morte del 22enne sono coinvolti anche una decina di altri ragazzi, membri – molto probabilmente, ma ma non ancora accertato – di una banda criminale nota come Latin King, nata a Chicago negli anni Quaranta.
Grazie alla ricostruzione avviata dall'analisi delle immagini di videosorveglianza, gli agenti sono riusciti a individuare anche un altro ventenne di origini peruviane scappato all'estero, presumibilmente in Spagna, appena dopo l'omicidio. Oltre al 19enne arrestato risulterebbero esserci sei indagati, tra cui il rapper 20enne Oma Jair Rey Cordova, e nove sarebbero invece ancora in fase d’identificazione.
Ancora da chiarire il movente dell'aggressione. Gli inquirenti ipotizzano al momento due piste: quella del "rito di iniziazione", cioè di commettere un atto violento per poter aderire alla banda. E quella della vendetta, scaturita a seguito di un diverbio avuto, mezz'ora prima dell'omicidio, tra la banda e Ibarra che si trovava in compagnia del fratello.
Come confermato a Fanpage.it da Wilmera Ibarra, nella mattinata di martedì 9 giugno si terrà l'autopsia sul corpo del 22enne.