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Travolge un anziano a Milano e scappa, fermato 86enne: “Non ho la patente perché mi è stata ritirata”

Un uomo di 86 anni è ritenuto responsabile di aver travolto e ucciso un anziano a Milano. Dopo averlo investito, l’86enne è fuggito via. Agli agenti ha raccontato di non avere più la patente perché gli era stata ritirata per un’omissione di soccorso. Il documento gli è stato ritirato.
A cura di Ilaria Quattrone
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(Immagine di repertorio)
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Un uomo di 86 anni è ritenuto responsabile di aver travolto e ucciso un anziano a Milano. L'incidente è avvenuto giovedì 7 maggio poco dopo mezzogiorno tra via Boifava e via San Giacomo. La vittima si chiamava Andrea Serafino, aveva 89 anni ed era originario della provincia di Salerno: viveva poco distante dal luogo dell'incidente ed è morto all'ospedale Humanitas dove era stato trasferito in codice rosso dagli operatori sanitari del 118. Dopo averlo investito, l'86enne è fuggito via. L'anziano è stato poi identificato e attualmente è accusato dalla pubblico ministero Giulia Floris di omicidio stradale e omissione di soccorso. 

Gli agenti della polizia locale, dopo aver svolto i rilievi, hanno acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza. L'analisi ha restituito la dinamica dell'incidente: la vittima è stata investita mentre stava attraversando la strada sulle strisce pedonali ed è stata sbalzata per diversi metri. Hanno poi identificato un'automobile: una Opel Meriva. L'hanno avvistata mentre usciva da un cancello di via Boifava: aveva segni sulla carrozzeria, che dimostravano il coinvolgimento nell'incidente stradale, e tre adesivi sul lunotto posteriore come quella ripresa dalle telecamere. Poco dopo tre chilometri, hanno fermato il veicolo e fatto scendere il conducente. L'86enne è stato portato al comando della polizia locale. Agli agenti ha raccontato di non avere più la patente perché gli era stata ritirata per un'omissione di soccorso. Il documento gli è stato ritirato perché a fine marzo ha investito un altro uomo sulle strisce e, anche in quell'occasione, era fuggito.

Ha poi spiegato di dover per forza utilizzare l'automobile perché non riesce a camminare e gli è necessaria per svolgere alcune commissioni. Del giorno dell'incidente ricorda di essere andato a fare la spesa e, dopo aver percorso via Boifava, essere entrato nel cortile di casa. Ha sostenuto di non ricordarsi nulla di quanto accaduto. Nel pomeriggio è uscito nuovamente. Gli investigatori hanno scoperto che l'uomo, dopo l'incidente, sarebbe ripassato in via Boifava mentre erano in corso i rilievi e poi sarebbe tornato a casa dalla moglie.

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