Profanazione bara Pamela Genini, l’ex Francesco Dolci indagato: “Casa ribaltata, hanno smontato anche il camino”

"Mi hanno fatto domande rivolte al rapporto che avevo con Pamela, ai rapporti che Pamela aveva con altre persone. Mi hanno ribaltato tutte le case, si sono messi a smontare i camini, le stufe. Hanno portato via alcuni scontrini, alcuni fogli, una ‘cosa' di schiuma, una ‘cosa' di chimica, un pezzo di tubo di plastica". A parlare dopo le perquisizioni è Francesco Dolci, ex fidanzato e amico di Pamela Genini, uccisa a Milano da Gianluca Soncin (ora in carcere) lo scorso 14 ottobre con 76 coltellate, ora indagato per vilipendio di cadavere e profanazione della tomba della donna.
Dolci, infatti, è il primo e unico indagato nell'indagine aperta per ricostruire quanto accaduto lo scorso 23 marzo nel cimitero di Strozza (Bergamo) dove il corpo della 29enne è stato profanato e quindi decapitato: ignoti avrebbero aperto la bara, tagliato e rubato la testa di Genini. A indirizzare gli inquirenti verso Dolci è stato (anche) un video delle telecamere del cimitero in cui si vede un uomo alle 2:00 di notte nei giorni compresi tra il 16 e il 18 marzo, gli stessi in cui il cimitero era chiuso per lavori di tumulazione/estumulazione dei diversi loculi. Gli investigatori hanno ipotizzato che quell'uomo possa essere Dolci "all'80-90% dei casi" per via dell'andatura e di una parte di auto inquadrata, simile alla sua Opel Corsa.
Dolci dopo le perquisizioni: "Case ribaltate"
Intervistato da Gianluigi Nuzzi a Dentro la notizia su Canale 5, Dolci ha iniziato raccontando parte delle ore dell'interrogatorio che si è svolto ieri, mercoledì 6 maggio, nella Caserma del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bergamo, in via delle Valli. "Sono stanco", ha esordito il 41enne. "Ieri mattina avevo intenzione di recarmi presso il comando di Zogno, come già avevo deciso nel pomeriggio del giorno precedente, per iniziare a verbalizzare tutte le cose che già avevo detto ai carabinieri in via informale". Secondo il racconto dell'uomo, la decisione di presentarsi spontaneamente sarebbe maturata dopo le minacce ricevute nelle ultime settimane. "Iniziavo ad avere paura e timore per la mia vita, perché io e la mia famiglia avevamo ricevuto minacce di morte", ha spiegato.
Da Zogno, però, Dolci sarebbe stato indirizzato al comando provinciale dei carabinieri di via delle Valli: "Lì mi hanno poi detto che ero indagato. Ho chiamato il mio avvocato ed è iniziato l'interrogatorio. Non me l'aspettavo". Dolci ha poi respinto ogni accusa nei suoi confronti, rivendicando la propria estraneità ai fatti contestati. "Non ho paura di essere arrestato perché io non ho fatto niente, sono innocente", ha affermato prima di aggiungere: "Con il mio avvocato stiamo preparando una linea difensiva e inizieremo ad analizzare tutta la situazione. Anche perché, già dall'interrogatorio e dalla contestazione di ieri, abbiamo notato delle anomalie".
Nel frattempo, proseguono le indagini sulla profanazione della tomba di Genini. Secondo quanto riferito, gli investigatori starebbero analizzando il materiale sequestrato durante le perquisizioni effettuate nelle abitazioni riconducibili a Dolci in cerca di eventuali indizi in grado di attestare la presenza (presente o passata) della testa della donna.