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Femminicidio Pamela Genini

Caso Genini, Gualtiero Nicolini (Scarpetta Rossa): “Ho consegnato le mie chat con Dolci ai carabinieri”

Gualtiero Nicolini, responsabile di Scarpetta Rossa, è stato ascoltato ieri dai carabinieri di Bergamo, sul caso Genini, come persona informata sui fatti in quanto in contatto con Francesco Dolci da pochi giorni dopo il femminicidio. “Mi ha chiamato 4/5 volte al giorno, quasi tutti in giorni. Tranne il 18-19 marzo”.
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Pamela Genini, uccisa a 29 anni da Gianluca Soncin
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"Ho consegnato le mie chat con Francesco Dolci ai carabinieri", a dirlo a Fanpage.it è Gualtiero Nicolini – responsabile progetti e sviluppo a livello nazionale di Scarpetta Rossa, associazione contro la violenza sulle donne – poco dopo essere stato ascoltato per circa due ore al Comando Provinciale dei Carabinieri, in via delle Valli a Bergamo nel pomeriggio di ieri, sabato 2 maggio.

Nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Bergamo per vilipendio di cadavere e furto, al momento ancora contro ignoti, i militari stanno ascoltando in SIT (Sommarie Informazioni Testimoniali) amici e conoscenti di Pamela Genini e persone informate sui fatti, al fine di avere un quadro più completo e dettagliato possibile sul caso, su cui ad oggi sono ancora aperte più piste. 

Si ricorda che Francesco Dolci è l'ex fidanzato e amico di Pamela Genini, la 29enne uccisa da Gianluca Soncin il 14 ottobre 2025 a Milano, la cui bara è stata profanata (cadavere decapitato e testa asportata) nel cimitero di Strozza (Bergamo).

"Ho conosciuto Dolci quattro-cinque giorni dopo il femminicidio di Pamela Genini. Me l'ha presentato un'amica di lei, Elisa Bartolotti, che si è rivolta alla nostra associazione in cerca di appoggio psicologico dopo quello che è accaduto. Mi chiese di sostenere anche Dolci, molto provato e scosso. Da lì è iniziato il nostro rapporto. Come associazione lo abbiamo introdotto in un percorso di psicoterapia. Dapprima si è mostrato disponibile, poi se ne è distaccato. In tutti questi mesi però  ho cercato sempre di stare vicino a Francesco. Lui mi chiamava addirittura 4/5 volte al giorno, quasi tutti in giorni. Aveva bisogno di sfogarsi. Tranne il 18-19 marzo. In quei giorni non ha mai chiamato", racconta Nicolini a Fanpage.it.

Il 18-19 marzo non sono giorni casuali, ma quelli in cui risalirebbe il video, in mano a Procura e carabinieri, tratto dalle immagini di videosorveglianza, in cui si vede un uomo alle 2 di notte camminare nei pressi del cimitero di Strozza proprio nei giorni in cui il cimitero era chiuso, su decisione del sindaco, per lavori.

Gli inquirenti hanno ipotizzato – ed è ancora solo un'ipotesi – che si possa trattare di Dolci "all'80-90% dei casi" per via dell'andatura e di una parte di auto inquadrata, simile alla Opel Corsa di Dolci. Ma su questo, va sottolineato, non c'è ancora nessuna conferma né certezza. Lo stesso Francesco Dolci, intervistato a Dentro la Notizia (la trasmissione Mediaset) al giornalista ha negato tutto: "Non sono mai stato di notte nel cimitero di Strozza. Non sono io l'uomo ripreso nel video. E se anche fosse  non vuol dire niente. Si tratta di una persona che va fuori da un cimitero: non è un reato. Sono un libero cittadino, non sono indagato". 

Intanto i carabinieri di Bergamo hanno diramato un comunicato stampa in cui chiedono, a tutti i cittadini che abbiano frequentato il cimitero di Strozza, immagini – foto o video – del loculo che sono state realizzate nel periodo compreso tra il 24 ottobre 2025 e il 23 marzo 2026 (dal giorno del funerale a quello della scoperta della profanazione). Su disposizione della Procura di Bergamo, quindi, sono stati diffusi gli indirizzi in cui inviare il materiale richiesto così da avere più dettagli possibili utili alle indagini.

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