video suggerito
video suggerito
Femminicidio Pamela Genini

Caso Pamela Genini: “Testa portata via per una folle conservazione o per una folle distruzione”

La Procura di Bergamo sta lavorando senza sosta alla risoluzione di un caso, quale quello della profanazione della bara di Pamela Genini, molto difficile e complesso. Qualche elemento in mano già ce l’ha ma ancora nulla di “evidente”.
0 CONDIVISIONI
Pamela Genini, uccisa a 29 anni da Gianluca Soncin
Pamela Genini, uccisa a 29 anni da Gianluca Soncin
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

"Testa portata via per una folle conservazione o per una folle distruzione", come detto a Fanpage.it da fonti investigative, ad oggi – a poco più di un mese dalla scoperta della profanazione della bara di Pamela Genini, avvenuta il 23 marzo scorso nel piccolo cimitero di Strozza (Bergamo) – ancora non si sa né si è capito il vero motivo per cui il cadavere della 29enne (uccisa nella sua casa milanese il 14 ottobre 2025 dall'ex fidanzato Gianluca Soncin) sia stato decapitato e la sua testa portata via. 

Il caso Genini non è un caso normale. Oltre ad essere fortemente macabro e raccapricciante, è davvero molto difficile da dipanare e sta dando molto filo da torcere alla Procura di Bergamo e ai Carabinieri di Zogno, a capo delle indagini per vilipendo di cadavere e furto. Indagini che stanno proseguendo senza sosta dal giorno in cui si è scoperto che ignoti avrebbero estratto la bara di Genini dal loculo in cui si trovava dal giorno del funerale (24 ottobre 2025), tolto il coperchio, tagliato la lastra in zinco che proteggeva il corpo, segato la testa, richiuso e risistemato tutto come se niente fosse. La testa poi se la sarebbero portata via con loro. Si parla al plurale perché si presume che a compiere un'azione del genere, articolata e macchinosa, siano state più persone. Probabile, ma non ancora certo.

Tuttavia, la Procura qualcosa in mano già ce l'ha. Un'idea di come potrebbero essere andate le cose anche. Ma al momento non ha trovato ancora nessun "elemento evidente", inconfutabile, che proverebbe al 100% la responsabilità di chi ha commesso un crimine simile. Tanti elementi insomma, ma ad oggi niente di solido. E nel frattempo sta terminando ancora di ascoltare le diverse persone – tra cui le amiche strette – vicine a Pamela Genini, raccogliendo le loro dichiarazioni, le cosiddette SIT (sommarie informazioni testimoniali).

Nel frattempo sono usciti gli esiti dell'autopsia, effettuata sul cadavere decapitato di Genini, che hanno permesso di collocare la profanazione al periodo immediatamente successivo al funerale, avvenuto, come detto, il 24 ottobre scorso. Si presume quindi che i profanatori siano entrati in azione a novembre, nelle prime settimane. Per questo il lavoro di oggi di inquirenti e investigatori è quello di circoscrivere il più possibile il periodo, la settimana, il giorno in cui tutto è accaduto.

La difficoltà sta anche qui, nei tempi. Il fatto che la bara possa essere stata profanata, forse a novembre, rende difficile reperire immagini di videosorveglianza ancora valide (la maggior parte sono state sovrascritte) e soprattutto il lasso di tempo da analizzare.

Ad oggi nessuno risulta indagato per questo caso, neppure – va sottolineato – Francesco Dolci, l'uomo, che in qualità di ex fidanzato e amico di Genini, si trovava proprio al telefono con Pamela quando lei a ottobre scorso è stata colta di sorpresa da Soncin, aggredita e uccisa nella sua casa milanese a Gorla. Pamela aveva paura di Soncin, temeva per la propria vita, e quando lui le ha fatto irruzione in casa, grazie a una copia della chiavi che si era procurato di nascosto una settimana prima di compiere l'omicidio, lei si trovava al telefono con Dolci al quale stava confessando per l'ennesima volta i suoi timori.

Ma Dolci è anche l'uomo di cui tanto si è discusso nelle ultime settimane e al centro dell'attenzione mediatica. La madre di Genini stessa, Una Smirnova, ha mosso profonde critiche nei suoi confronti. La donna avrebbe più volte dichiarato che Dolci fosse totalmente ossessionato da Pamela e che con Pamela erano stati sempre e solo amici, mai fidanzati. E quindi il fidanzamento sarebbe un'invenzione di Dolci. Ma ad oggi si parla solo di sospetti e congetture. Niente di concreto.

Dolci si è sempre professato innocente, pronto a tutto pur di arrivare alla verità sulla sua amica. Tuttavia, intervistato da diverse testate televisive, è stato messo più volte alle strette. C'è chi gli ha chiesto, in diretta, se fosse proprio lui ad aver trafugato la testa.

Inoltre durante un sopralluogo a casa di Dolci, da parte della troupe televisiva del programma Chi l'ha visto?, il giornalista di Rai2 aveva trovato un capello lungo e biondo proprio all'interno di una botola d’accesso all’impianto della piscina e aveva chiesto se fosse di Pamela. È accaduto giovedì 23 aprile scorso. I carabinieri si sono recati a casa di Dolci a Sant’Omobono Terme (Bergamo) e hanno repertato il capello. In quel caso Dolci, intervistato poi dal giornalista, si sarebbe professato molto tranquillo: “Pamela viveva qui, è normale che si trovino in casa i suoi capelli. E comunque non è detto che sia suo. Anche mia sorella ha i capelli lunghi biondi". 

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views