Caso Genini, l’ex Dolci: “Mai stato di notte vicino al cimitero di Strozza, e se fosse non è reato”

"Non sono mai stato di notte nel cimitero di Strozza. Non sono io l'uomo ripreso nel video", a dirlo – davanti alle telecamere della trasmissione televisiva di Mediaset, Dentro la Notizia – è Francesco Dolci, ex fidanzato e amico di Pamela Genini, la 29enne uccisa da Gianluca Soncin il 14 ottobre 2025 a Milano, e sulla cui bara profanata (cadavere decapitato e testa asportata) nel cimitero di Strozza sta attualmente indagando la Procura di Bergamo.
Dolci, finito al centro di un dibattito mediatico – tra chi pensa che sia innocente e chi invece che possa essere il responsabile della profanazione della bara di Genini – continua, in modo molto tranquillo a rilasciare interviste e a professarsi totalmente estraneo ai fatti. Sarebbe, a suo dire, interessato solo ed esclusivamente ad arrivare il prima possibile alla verità.
Il video di cui parla Dolci è quello in mano a Procura e carabinieri, tratto dalle immagini di videosorveglianza, in cui si vede un uomo alle 2 di notte camminare nei pressi del cimitero di Strozza nei giorni compresi tra 16 e il 18 marzo, proprio nei giorni in cui il cimitero era chiuso, su decisione del sindaco, per lavori. Gli inquirenti hanno ipotizzato che si possa trattare di Dolci al "all'80-90% dei casi" per via dell'andatura e di una parte di auto inquadrata, simile alla Opel Corsa di Dolci.
La scoperta della profanazione è avvenuta poco dopo, il 23 marzo. Mentre la profanazione in sé, secondo gli esiti dell'autopsia effettuata sul cadavere decapitato di Genini, sarebbe avvenuta intorno alle prime settimane di novembre, poco dopo il funerale, celebrato il 24 ottobre 2025.
“Se anche fosse – dice ancora Dolci al giornalista – non vuol dire niente. Si tratta di una persona che va fuori da un cimitero: non è un reato. Sono un libero cittadino, non sono indagato. Non è un reato passare dalle parti del cimitero".
È vero, Dolci non è indagato. E al momento nessuno lo è. L'inchiesta della Procura di Bergamo per vilipendio di cadavere e furto è stata aperta contro ignoti oltre un mese fa, e ad oggi la situazione appare la stessa.
Intanto i carabinieri di Bergamo hanno diramato un comunicato stampa in cui chiedono, a tutti i cittadini che abbiano frequentato il cimitero di Strozza, immagini – foto o video – del loculo che sono state realizzate nel periodo compreso tra il 24 ottobre 2025 e il 23 marzo 2026 (dal giorno del funerale a quello della scoperta della profanazione). Su disposizione della Procura di Bergamo, quindi, sono stati diffusi gli indirizzi in cui inviare il materiale richiesto così da avere più dettagli possibili utili alle indagini.