Profanazione tomba Pamela Genini, l’ex Francesco Dolci portato in caserma dai carabinieri

Secondo quanto si apprende, Francesco Dolci, 41 anni, impresario di Sant'Omobono Terme (Bergamo) – ex fidanzato e amico di Pamela Genini – si troverebbe ora nella Caserma del Comando Provinciale dei Carabinieri, in via delle Valli a Bergamo, giunto nella mattinata di oggi, mercoledì 6 maggio, accompagnato da carabinieri in borghese. Come appreso da Fanpage.it Dolci non sarebbe quindi giunto con i propri mezzi come accaduto fino ad ora. Poco dopo l'avrebbe raggiunto in caserma anche la sua avvocata Eleonora Prandi.
Stando sempre alle prime informazioni diffuse, Dolci – che ad oggi non risulta indagato nell'inchiesta della Procura di Bergamo per vilipendio di cadavere e furto – verrà ascoltato oggi dagli inquirenti. Ancora da chiarire i dettagli del colloquio. Nelle prossime ore si avranno maggiori informazioni.
La profanazione della bara di Pamela Genini – la 29enne uccisa dall'ex compagno Gianluca Soncin il 14 ottobre 2025 a Milano – è stata scoperta lo scorso 23 marzo nel cimitero di Strozza (Bergamo). Ignoti avrebbero aperto la sua bara, decapitato il cadavere e portato via la testa.
Francesco Dolci, in queste settimane è finito al centro di un dibattito mediatico – tra chi pensa che sia innocente e chi invece che possa essere il responsabile della profanazione della bara di Genini. Messo sotto pressione in diverse interviste televisive, si è sempre professato totalmente estraneo ai fatti. Sarebbe, a suo dire, interessato solo ed esclusivamente ad arrivare il prima possibile alla verità.
C'è un video però, in mano a Procura e carabinieri, tratto dalle immagini di videosorveglianza di Strozza, in cui si vede un uomo alle 2 di notte camminare nei pressi del cimitero di Strozza nei giorni compresi tra 16 e il 18 marzo, proprio negli stessi giorni in cui il cimitero era chiuso, su decisione del sindaco, per lavori di tumulazione/estumulazione dei diversi loculi.
Gli inquirenti hanno ipotizzato che quell'uomo possa essere Dolci "all'80-90% dei casi" per via dell'andatura e di una parte di auto inquadrata, simile alla Opel Corsa di Dolci. E sebbene la profanazione, in base agli esiti dell'autopsia eseguita sul cadavere decapitato di Genini, pare sia stata commessa nei primi giorni di novembre scorso, poco dopo il funerale, è possibile che quell'uomo sia tornato di notte a controllare che il loculo di Genini non fosse coinvolto nei lavori di estumulazione in corso.
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