Dolci sarebbe stato al loculo di Genini il giorno della scoperta della profanazione e poi sparì: c’è un video

Ci sarebbe un video datato 23 marzo e registrato dalle telecamere di videosorveglianza presenti al cimitero di Strozza (Bergamo) che riprenderebbe Francesco Dolci tra le 17.43 e le 17.48. L'imprenditore 41enne, originario di Sant'Omobono ed ex fidanzato (o presunto tale) di Pamela Genini, la donna di 28 anni uccisa con 76 coltellate dall'ex Gianluca Soncin nel suo appartamento nel quartiere Gorla a Milano, è indagato per vilipendio di cadavere e profanazione di corpo. È ritenuto responsabile della profanazione della bara di Genini e dell'asportazione della testa della giovane, che è ancora non è stata trovata. Le abitazioni di Dolci sono state perquisite, ma dei resti nessuna notizia.
Perché è così importante quel video? Perché la mattina del 23 marzo, gli addetti delle onoranze funebri – che avrebbero dovuto spostare la bara bianca della giovane alla tomba di famiglia – hanno scoperto il vilipendio. Sul posto, come ricorda il quotidiano Il Corriere della Sera, sono accorsi sia il sindaco Riccardo Cornali che i carabinieri. All'esterno, invece, sono rimasti i familiari di Pamela Genini. Nessuno era al corrente dell'accaduto: la notizia è stata diffusa solo il 26 marzo dalla trasmissione Dentro La Notizia. O almeno è quello che si è sempre pensato. I resti sono stati trasferiti all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il loculo è stato richiuso e la lapide in plastica temporanea è stata lasciata davanti senza essere fissata.
Al pomeriggio, si è presentato Dolci. L'uomo, che è stato ripreso dalle telecamere, si sarebbe abbassato verso la lapide, si sarebbe rialzato, toccato, avvicinato nuovamente e avrebbe ispezionato i punti in cui il loculo sarebbe stato manomesso. Poi avrebbe scattato una fotografia e se ne sarebbe andato via. Per i carabinieri, è questo il video che dimostrerebbe il coinvolgimento di Dolci. A questo si aggiungono i filmati della settimana precedente e dei giorni successivi.
Stando ai risultati dell'autopsia, la profanazione andrebbe collocata tra il 27 ottobre e il 2 novembre, poco dopo il funerale di Genini. Da quel momento in poi, non ci sarebbero movimenti particolari. Tra il 16 e il 18 marzo, il cimitero ha chiuso per lavori e nello stesso momento, la famiglia della 28enne ha incaricato una ditta di realizzare la tomba definitiva della giovane. La notte del 18 marzo, Dolci è stato ripreso mentre stazionava davanti al cancello fissando da lontano la tomba. Dal 19 marzo (giorno in cui il cimitero ha riaperto), Dolci si è presentato tutti i giorni davanti al loculo. Mai nei mesi precedenti era stato così assiduo. Poi, dopo il 23 marzo, più nulla.
Fin da quando i sospetti si sono concentrati su di lui, Dolci si è sempre difeso. Ha sostenuto di non c'entrare nulla e di non essere mai stato di notte vicino al cimitero per poi affermare di esserci andato dopo una cena, organizzata per festeggiare la notizia di un'archiviazione per una denuncia nei suoi confronti, in cui avrebbe bevuto molto: "Mi sono fermato in un bar, ho pagato da bere a tutta la gente presente e sono andato al cimitero come ogni volta che c’era una notizia favorevole per Pamela. Dalle immagini si vede che zigzagavo", ha detto a Canale Cinque. Ha poi precisato di essere vittima di un complotto e che da cristiano non profanerebbe mai una tomba.
Già quando è stata diffusa la notizia della profanazione, Dolci ha sostenuto in un primo momento che fosse un gesto indirizzato a lui, che dal giorno del femminicidio è stato vittima di minacce. Poi che la 28enne fosse finita in un giro di riciclaggio e vi fossero motivi economici. Una pista fermamente esclusa dalla famiglia.
Intanto ad attendere risposte è la famiglia di Genini. La madre, fin da quando la notizia è diventata di dominio pubblico, ha chiesto aiuto nel ritrovare i resti della figlia. E su Dolci ha affermato come l'uomo fosse ossessionato dalla figlia:"In un’occasione Pamela aveva trovato Francesco sotto casa sua a Milano". In attesa di capire cosa sia accaduto e di dare pace a Pamela Genini, anche il fratello della donna ha spiegato a Fanpage.it di confidare nell'operato della giustizia: "Nella speranza che i nuovi sviluppi possano portare ad attenzionare il caso mediaticamente con il dovuto rispetto del nostro dolore, evitando le derive grottesche a cui abbiamo assistito nell'ultimo periodo".
