Al Fuorisalone di Milano spuntano manifesti di Trump che bacia Meloni e Netanyahu: “Leader costretti all’intimità”

In zona Tortona a Milano, nei giorni del Fuorisalone 2026, è apparsa quella che è stata descritta come "un'occupazione non autorizzata". Come scritto dagli stessi autori dell'azione urbana anonima, alla quale è stato dato il nome di ‘KissMyWar‘, non c'è "nessuna firma, nessun volto. Non cercateci". Sui muri, sui cartelli stradali, sulle vetrine sono stati affissi numerosi manifesti che riportano una scritta rossa su sfondo nero: "L'umanità è un lusso che ci possiamo permettere". Sotto è raffigurato il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, che bacia vari leader politici: ci sono Giorgia Meloni e Vladimir Putin, ma anche Volodymyr Zelens'kyj, Benjamin Netanyahu, Ali Khamenei e Ursula von der Leyen. "Abbiamo usato l'intelligenza artificiale per estrarre fragilità dai volti di chi detta le agende di guerra", hanno spiegato gli autori, "lì dove la diplomazia alza i muri, noi abbiamo imposto il contatto, riducendo l'establishment a un bacio goffo, saliva digitale".

Secondo gli autori di questa "azione urbana", il Fuorisalone è "un sistema che gira alla perfezione, un'esposizione ininterrotta di estetica dove la geopolitica non è stata invitata". Per questo motivo hanno voluto inserire "un bug". Con questi manifesti, hanno dichiarato, "in mezzo a migliaia di oggetti in vetrina, l'umanità diventa il vero bene posizionale, l'unico lusso non in vendita. I nostri manifesti, tradotti in farsi, ebraico, russo e ucraino, sono i sottotitoli di un mondo che ha dimenticato come toccarsi. È la rivendicazione di un privilegio biologico contro la freddezza del comando". In questi manifesti, i leader politici "divisi da guerra, propaganda e diplomazia" si esibiscono dunque "in un gesto di intimità forzata".
Per gli ideatori di KissMyWar , che non hanno voluto lasciare firme o rivendicazioni, "il design progetta il futuro, ma l'umanità è ciò che ci serve per sopravvivergli. Siamo solo un countdown digitale. Quando scadrà, il sistema andrà in crash di nuovo". Questa andata in scena a Milano non è, dunque, "un'installazione da guardare, è un'azione da completare. Hackerare il potere".