Gemellaggio Milano-Tel Aviv, è caos in consiglio comunale: “Sala dà risposte da giunta di centrodestra”

“Una risposta del genere non ce l’avrebbe data nemmeno una giunta di centrodestra”: a dirlo è stata Francesca Cucchiara, consigliera comunale di Milano per Europa Verde riferendosi al sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha ieri mattina ha sottolineato “che accetterebbe di sospendere il gemellaggio con Tel Aviv, qualora il consiglio votasse un nuovo atto che richiede la sospensione, ma senza prevedere condizioni”.
A cura di Ilaria Quattrone
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I consiglieri comunali Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara
I consiglieri comunali Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara

Non si placano le polemiche su quanto accaduto ieri, lunedì 20 aprile 2026, durante la seduta del consiglio comunale di Milano quando i consiglieri di Europa Verde, Francesca Cucchiara e Tommaso Gorini, hanno comunicato che non avrebbero partecipato ai lavori dell'Aula o alla votazione di alcuna delibera finché non verrà recepita l'indicazione sulla sospensione del gemellaggio con la città di Tel Aviv votata dal consiglio comunale a ottobre.

Il riferimento, soprattutto, è a quanto dichiarato dal sindaco Giuseppe Sala che proprio ieri ha affermato "che accetterebbe di sospendere il gemellaggio con Tel Aviv, qualora il consiglio votasse un nuovo atto che richiede la sospensione, ma senza prevedere condizioni", ha infatti spiegato Cucchiara all'inizio del suo intervento. Da qui, la deduzione logica della consigliera: "Evidentemente non ritiene valide quelle che abbiamo previsto nell'ordine del giorno approvato in precedenza".

"Da ottobre 2025 a oggi a Gaza sono stati uccisi migliaia di palestinesi, decine di giornalisti, decine di operatori umanitari. Hanno espulso le Ong, stanno schiacciando, bombardando pesantemente la popolazione libanese. Eppure per il sindaco va tutto bene. C'è la tregua", ha precisato ancora la consigliera ribadendo poi di essere veramente sconvolta "perché una risposta del genere non ce l'avrebbe data nemmeno una giunta di centrodestra".

"Ci avete detto che questo gemellaggio non si può sospendere perché serve a mantenere un dialogo, perché è importante mantenere un dialogo, un ponte, una fiammella con Tel Aviv. Signori, non siamo nati ieri. Siamo perfettamente in grado di comprendere che è possibile mantenere il dialogo anche senza un gemellaggio. È che il gemellaggio va oltre il dialogo, che il gemellaggio implica una relazione culturale, politica, economica, commerciale come scritto chiaramente sul sito del comune di Milano. Io trovo assurdo, inconcepibile, che noi siamo qua, a continuare a chiedere al Governo, all'Europa di tagliare i rapporti economici con Israele e poi noi qua continuiamo a mantenerli attraverso il gemellaggio con Tel Aviv", ha proseguito Cucchiara ricordando inoltre che era stato detto che il gemellaggio serve a dialogare con chi è critico verso ciò che sta accadendo e con chi si oppone al governo di Netanyahu: "Benissimo. Dov'è questa critica? Perché con rispetto parlando, dalla letterina che ci avete inviato, non l'abbiamo colta".

Il riferimento è alla lettera del sindaco di Tel Aviv dove non è presente alcun riferimento ai palestinesi, agli operatori umanitari che sono stati uccisi, ai territori occupati in Cisgiordania, alla violenza dei coloni e a quello che sta accadendo in Libano: "Non c'è niente. E noi delle parole vuote non ce ne facciamo assolutamente nulla". Al termine dell'intervento, ha poi spiegato che se qualcuno non era d'accordo su quanto votato "potevate dirlo. E invece no: vi siete rimessi al parere dell'Aula salvo poi fare l'esatto contrario, salvo poi sperare che forse ce ne saremmo dimenticati e invece no. Non ce ne siamo dimenticati". "Noi oggi non vogliamo perdere altro tempo. Non vogliamo impiegare un'altra seduta a discutere della stessa cosa, a ribadire la stessa cosa perché non siete in grado di ascoltarlo. Non vogliamo e non siamo in grado di aspettare che non vengano rispettate le regole di quest'aula. Non siamo più disposti a fare da passacarte. Per cui oggi continuiamo, andiamo avanti. Non votiamo nessuna delibera, non partecipiamo ai lavori dell'aula finché non arriva una rettifica, finché non recepite l'indicazione che questo consiglio vi ha dato perché questa risposta e atteggiamento è imbarazzante e vergognoso".

Dopodiché sia Cucchiara e Gorini, tra le ovazioni del pubblico (soprattutto molti attivisti ProPal) hanno mostrato le maglie bianche con su scritto "Rispettate il consiglio comunale", si sono seduti al tavolo dei funzionari dipendenti del consiglio comunale e hanno anche esposto la bandiera della Palestina. Critico nei loro confronti, il consigliere di Azione Daniele Nahum, che ha detto: "Da luglio i Verdi dicono siamo dentro, siamo fuori. Non è più accettabile. Non è accettabile dire che non voteranno più le delibere di giunta, vuol dire porsi all'opposizione". Ha poi affermato che Cucchiara e Gorini "non studiano i dossier" e li ha definiti "due ragazzotti che fanno sceneggiate". Tra il pubblico presente in tribuna sono arrivati espressioni contrarie rispetto alle parole di Nahum, che ha poi affermato: "Non mi faccio minacciare da voi, siete antisemiti".

Ferme e decise le risposte di Cucchiara, che proprio sulla frase "ragazzotti che fanno sceneggiate" a Fanpage.it ha detto:  "Se una persona deve ricorrere all'insulto personale, significa che non ha argomenti solidi per controbattere". Ha poi precisato che "alla fine la destra non sa fare opposizione e si è attaccata alla nostra protesta. Ma quello che ci interessa non è quello che dice la destra ma quello che fa la sinistra. Azione fa sorridere. Dice a noi di andare fuori dalla maggioranza quando loro intanto stanno lavorando a una coalizione di centrodestra".

Ancora, sempre a Fanpage.it ha sottolineato: "Ci tengo a precisare che non stiamo imponendo qualcosa di nuovo e di nostro. Stiamo chiedendo il rispetto su qualcosa che è stato approvato dalla Maggioranza. Piuttosto sono i riformisti che su questa decisione, come gli é stato fatto notare ieri, sono in minoranza. Noi abbiamo chiesto una rettifica e ci aspettiamo una rettifica. Dopodiché siamo sempre aperti, rimanendo fermi sul punto, al dialogo".

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