Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano La Verità, in cui ha parlato degli eventi politici e di cronaca che hanno caratterizzato la scorsa settimana, ma anche dei suoi impegni nel breve termine, promettendo la messa a punto di "nuove regole per andare a cercare i falsi invalidi e depennare i medici che certificano false invalidità – ha raccontato il vicepresidente del Consiglio – Penso ad un decreto d'urgenza contro i taroccatori dei falsi certificati. Per radiare medici condannati, così gli passa la voglia. Poi ho sul tavolo un dossier quasi finito sulle truffe agli anziani. E quelle agli over sono 65mila. Penso ad un fondo per le vittime". A chi lo accusa di non essere mai al Viminale, ma soprattutto a chi prevede una fine imminente dell'esecutivo, Salvini ha risposto: "Secondo lei uno che lavora a questi procedimenti pensa di far cadere il governo?".

Il vicepresidente del Consiglio è tornato sull'indagine in cui è coinvolto Armando Siri, sottosegretario ai Trasporti della Lega molto vicino al leader del Carroccio: "Mi fido di lui per come ho imparato a conoscerlo in questi anni – ha spiegato Matteo Salvini – Però la Lega ha una morale semplice: se viene provato il malcostume non guardiamo in faccia a nessuno, chi sbaglia paga", confidando che il caso lo "possono chiudere solo i magistrati, indagando velocemente".

In una giornata cruciale, in cui ci sarà una riunione di governo per parlare del salva-Roma, Matteo Salvini è tornato anche sulla bufera che si è scatenata intorno a Virginia Raggi, sindaco di Roma. Il ministro dell'Interno, intervenuto al Gr di Radio 1, ha sottolineato che "regali a qualcuno non ne facciamo. Non ci può essere un intervento salva-Raggi quando ci sono tanti comuni italiani in difficoltà e che hanno bisogno. O si aiutano tutti oppure o nessuno". Ma soprattutto, ha insistito Salvini riferendosi alla Raggi, "l'abbiamo sentita tutti la settimana scorsa. Ha detto che la città è fuori controllo e i cittadini quando aprono la finestra vedono cacca. Quindi per carità non devono pagare i romani l'incapacità della loro amministrazione, però regalare altri soldi non sarebbe la cosa migliore da fare".