Sulla vicenda della professoressa sospesa, a Palermo, dopo il video dei suoi studenti in cui si paragona Salvini con Mussolini, interviene anche il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio. Telefonando alla docente e assicurando il suo impegno affinché venga reintegrata al più presto: “Spero che la professoressa possa essere reintegrata il prima possibile. Secondo me il Miur si deve occupare dell'edilizia scolastica, delle nostre scuole che stanno crollando, mentre ai nostri ragazzi ripeto di pensare con la loro testa, sempre”, afferma Di Maio a margine di un evento a Carpi. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dovrebbe incontrare la prof la prossima settimana: “Più che di un incontro, quell'insegnante ha bisogno di tornare al lavoro, spero al più presto”.

Oggi Di Maio ha parlato al telefono con Maria Dell’Aria, l’insegnante sospesa, manifestando la sua contrarietà al provvedimento preso nei suoi confronti. “Farò di tutto perché lei venga reintegrata il prima possibile. Prima che lo Stato perda è bene che lo Stato si ravveda”, sono le parole a lei rivolte da Di Maio, che ha chiesto anche di mandare un abbraccio ai ragazzi da parte sua.

Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, afferma di voler incontrare anche lui l’insegnante di Palermo, insieme al ministro dell’Interno: “Penso che Salvini abbia dimostrato ancora una volta grande attenzione e grande sensibilità e spero di essere con lui quando incontrerà la docente. Voglio incontrarla anch'io”. Durante la trasmissione ‘Le Parole della Settimana' in onda questa sera su Rai3, Bussetti sostiene che “la scuola deve costruire coscienze critiche, è un suo obiettivo. Perciò ben vengano anche queste possibilità di confronto, di scambi di idee e opinioni che sono sempre positivi”. Bussetti spiega inoltre che il ministro non può intervenire sul caso, “non ha questa funzione né questo compito”.

Anche il presidente della Camera, Roberto Fico, si è rivolto all’insegnante inviandole una lettera: “Voglio dirle grazie per come è riuscita a fare il suo lavoro, permettendo ai suoi studenti di avere la libertà di elaborare, ragionare e riflettere. Di avere libertà di esprimersi. È questo quello che la scuola deve fare, fornire gli strumenti perché i ragazzi sappiano approfondire e costruire le proprie opinioni. E contribuire all’approfondimento del dibattito, senza censura. Se si raggiunge questo obiettivo, se si creano spazi liberi di espressione e confronto, non sta a nessuno giudicare il suo lavoro. E ai ragazzi dico: siate sempre curiosi e critici, ed esprimete le vostre perplessità, opinioni, preoccupazioni o soddisfazioni. La politica e le istituzioni devono essere giudicate, devono essere criticate e soprattutto devono confrontarsi, senza avere paura delle critiche e dei giudizi”.