L’accordo sulla prescrizione è essenziale per il rispetto del contratto di governo e per tenere in vita l’esecutivo. A spiegarlo, in un’intervista al Fatto Quotidiano, è il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio.  L’accordo sulla prescrizionesi deve trovare – afferma – perché il ddl con la prescrizione va votato in Aula alla Camera il prima possibile”. E se non c’è l’accordo “salta il contratto di governo”. “Sono tornato dalla Cina e ho trovato il macello, c’è stata tensione. Però nelle ultime ore sulla prescrizione mi sono arrivati solo segnali positivi. Bisogna trovare la quadra”, dichiara ancora Di Maio ribadendo che “la prescrizione è nel contratto e va fatta. Il tema è che quando non ci confrontiamo io e Salvini direttamente aumenta la tensione”.

Di Maio è comunque ottimista: “La situazione si è sgonfiata”. Ripercorrendo quanto avvenuto negli ultimi giorni, il ministro del Lavoro prosegue: “Noi abbiamo garantito la massima lealtà sul dl sicurezza, perché non facciamo scherzi. Però certo, venerdì sono uscite le anticipazioni sugli attacchi di Giorgetti al reddito di cittadinanza nel libro di Vespa. Poi sono emersi i problemi sulla prescrizione, anche se è nel contratto di governo. Infine non si sbloccava il calendario dei lavori in commissione. E allora è legittimo che la prima forza politica possa essersi arrabbiata”. In ogni caso “l’allarme è rientrato”.

Di Maio parla anche del decreto sicurezza, approvato ieri al Senato, e dei dissidenti all’interno del MoVimento 5 Stelle. Il ricorso alla fiducia era “necessario”, secondo il vicepresidente del Consiglio: “Quando alcuni parlamentari della maggioranza dicono di voler votare gli emendamenti dell’opposizione nei voti segreti è necessario fare una ricognizione della fiducia”. E critica i cinque dissidenti che hanno lasciato l’Aula del Senato al momento del voto: “Ho trovato questo comportamento non proprio da cuor di leoni. Hanno avuto paura di votare contro il governo e ci hanno portato a mettere la fiducia”.

Per loro è possibile l’espulsione dal M5s: “Saranno i probiviri a decidere. E la procedura riguarderà tutti i comportamenti di questi giorni”, replica Di Maio. “Questi parlamentari, come tutti gli altri, si erano impegnati a rispettare il codice etico, ossia a votare la fiducia al proprio governo. Noi siamo portavoce del contratto di governo. E gli altri senatori che hanno votato il decreto sono fessi? Lei pensa che questo provvedimento piacesse da impazzire a tutti? Noi abbiamo un accordo da rispettare”.

Altro elemento di tensione con la Lega è stata la decisione di rimuovere dall’incarico di presidente dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston, senza coinvolgere i pentastellati: “Sicuramente non eravamo stati informati della decisione e adesso addirittura già trapelano nomi di sostituti. Ho visto circolare il nome di un generale ma noi dobbiamo scegliere una persona che fa parte di quel mondo di eccellenza in grado di reggere quel ruolo. Io non ne faccio una questione di nome, ma di metodo, che va difeso”.