Il Movimento Cinque Stelle presenta subito il conto: "In qualità di capogruppo ho segnalato ai probiviri il comportamento tenuto in Aula dai senatori Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura, che hanno avviato un'istruttoria nei loro confronti", a dirlo è il capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Senato, Stefano Patuanelli. "Si tratta di un comportamento particolarmente grave visto che – aggiunge Patuanelli – si trattava di un voto di fiducia al Governo". Quello che è accaduto in Aula a Palazzo Madama, dove il decreto Sicurezza è stato approvato con 163 Sì, 59 no e 19 astenuti, ha fatto irritare i vertici del Movimento. Cinque esponenti pentastellati sono usciti dall'Aula, perché, hanno dichiarato, non si trovavano d'accordo con il provvedimento, pur sostenendo l'oprato dell'esecutivo. Da giorni questa presa di posizione era nell'aria. Per Matteo Salvini si tratta comunque di una giornata storica, ma attacca: "Siamo in democrazia, ma c'è qualcuno che ha cambiato idea e non rispetta il contratto di governo".

"Sono uscita dall'aula perché io ho fiducia nell'azione di questo governo, ma non potevo dare il mio voto al decreto Sicurezza. E se mi si vuole costringere a votare un decreto attraverso la fiducia non posso far altro che uscire dall'aula. I contenuti di questo decreto non sono presenti nel programma del M5S e non sono presenti nel contratto di governo. Io non voglio la guerra, non voglio la guerra contro nessuno e in nessun campo. Sono uscita dall'aula perché ho fiducia in questo governo, ma non potevo dare il mio voto a questo decreto. E sono in pace con me stessa", ha scritto su Facebook Virginia La Mura, uno dei cinque senatori dissidenti. "Sono convinta che questo governo possa portare avanti nel migliore dei modi le istanze dei cittadini. Ma questo dl non mi appartiene. Questo dl che chiamiamo "Sicurezza" in realtà crea repressione e maggiori rischi sociali: con l'abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari avremo migliaia di nuovi migranti irregolari senza alcuna tutela e senza alcuna possibilità di integrazione".