Il caso dei concerti di Kanye West e Travis Scott annullati, Renzi contro il prefetto: “Follia”

È montata la polemica attorno alla decisione di annullare i concerti di Kanye West e Travis Scott a Reggio Emilia. Il provvedimento è stato firmato dal prefetto Salvatore Angieri che ha bloccato i due eventi per ragioni di sicurezza e ordine pubblico. La notizia è arrivata dopo settimane di proteste da parte di esponenti politici locali, tra cui il governatore della Regione Michele de Pascale, ma anche parlamentari, come il segretario di Azione Carlo Calenda, che avevano criticato la presenza di West in Italia a causa di diverse dichiarazioni antisemite e filonaziste rilasciate in questi anni dal rapper.
I concerti erano previsti per il 17 e 18 luglio alla Rcf Arena di Reggio all'interno del Pulse of Gaia, noto anche come Hellwatt Festival. Nelle settimane precedenti il Comune aveva espresso perplessità sull'organizzazione del festival e timori sulla gestione e accoglienza di decine di migliaia di persone dirette nel capoluogo emiliano per assistere alle esibizioni dei due rapper di fama internazionale.
Ai problemi logistici e alle diatribe interne alle società coinvolte (in particolare tra Helwett e C.Volo S.p.a, che gestisce la Rcf Arena) si erano aggiunte le controversie per la partecipazione di Kanye West, che negli scorsi anni è finito al centro dell'attenzione mediatica per molteplici uscite naziste e antisemite e per aver espresso la sua ammirazione nei confronti di Adolf Hitler. Recentemente il rapper si è scusato in una lunga lettera pubblicata sul Wall Street Journal, attribuendo quelle esternazioni a comportamenti maniacali provocati dal disturbo bipolare da cui sarebbe affetto.
Le scuse però non sono bastate e diversi Paesi europei, tra cui Regno Unito, Francia e Polonia, hanno deciso di cancellare i concerti dell'artista. La polemica ha raggiunto anche l'Italia. Lo scorso 19 maggio Calenda ha depositato un'interrogazione parlamentare nei confronti del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, chiedendogli di non concedere il visto d'ingresso o comunque di impedire l'ingresso del cantante statunitense in Italia.
A lui si sono accodati altri esponenti politici, tra cui la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, del Pd, e il collega Emanuele Fiano, che hanno richiamato il governo, invocando l'applicazione della legga Scelba e della legge Mancino contro l'apologia di fascismo. Anche il governatore della Regione ha preso posizione: "Non ci deve essere nessuno spazio nella nostra regione, né in nessun altro luogo d’Italia e d’Europa, per chi inneggia a dittature sanguinarie come quella nazista, né per chi propugna messaggi di violenza e antisemitismo", ha dichiarato De Pascale.
Poi è arrivata la decisione del prefetto, "assunta per esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, tenuto conto della stretta connessione temporale tra le manifestazioni e dell'elevato afflusso di pubblico previsto nell'arco di 24 ore", si legge nel provvedimenti. "Sulla valutazione complessiva hanno, inoltre, assunto rilievo l'annullamento di precedenti concerti del rapper statunitense in altri Paesi e il concreto rischio di contromanifestazioni".
Con l'assenza di due degli artisti più attesi dell'evento, la perdita economica per gli organizzatori rischia di essere altissima. Anche per questo motivo il team dell'Hellwatt Festival ha annunciato l'intenzione di avviare una class action contro il gestore della Rcf Arena.
Secondo Matteo Renzi lo stop imposto dal prefetto è una "follia". È "una notizia seria" ma "mi pare una follia", ha affermato il leader di Italia Viva in un video postato sui social.
"Il prefetto vieta un concerto per motivi di ordine pubblico e questo accade anche perché ci sono state interrogazioni parlamentari di politici che anziché occuparsi di grandi questioni internazionali o del bilancio del Paese si preoccupano di chi può o non può suonare, di chi può o non può cantare. Non sarebbe meglio se i prefetti si occupassero davvero di ordine pubblico e stessero più attenti alle questioni della sicurezza, visto quello che sta accadendo, anche in queste ore?", ha aggiunto. "Non sarebbe meglio se i parlamentari si preoccupassero di geopolitica, di questioni economiche, di come abbassare le tasse? Non sarebbe meglio che la politica non mettesse becco su chi deve suonare o cantare e lasciasse fare ai rapper i rapper? Se i prefetti e i parlamentari devono andare a bloccare i concerti è segno che qualcosa in questo paese non funziona", ha concluso.