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Il prefetto di Reggio Emilia vieta i concerti di Kanye West e Travis Scott per motivi di ordine pubblico

Il prefetto di Reggio Emilia vieta i concerti di Kanye West e Travis Scott alla Rcf Arena: ordine pubblico, rischio scontri e le dichiarazioni antisemite del rapper alla base del provvedimento.
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Alla fine ha deciso il prefetto. Salvatore Angieri ha firmato il divieto per i concerti di Kanye West e Travis Scott, previsti il 17 e 18 luglio alla Rcf Arena di Reggio Emilia nell'ambito del Pulse of Gaia Festival. A muoverlo non è stata una pressione politica ma una valutazione di ordine e sicurezza pubblica, adottata ai sensi dell'articolo 2 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Un atto amministrativo che chiude, almeno sul piano locale, una vicenda trascinata per mesi tra polemiche, petizioni, ordini del giorno e silenzi romani.

La catena di eventi che ha portato al divieto

L'iter era partito dalle istanze formali del Codacons e della Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia. Il 25 maggio il prefetto aveva riunito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, con il sindaco Marco Massari, il presidente della Provincia Giorgio Zanni, i vertici delle forze dell'ordine e gli organizzatori dell'evento (C.Volo e Coopservice). Sul tavolo, i profili di rischio legati a entrambe le date. La valutazione finale ha tenuto conto di tre fattori convergenti: la vicinanza temporale tra i due concerti, l'afflusso stimato di pubblico in un'arena da 103mila posti nell'arco di ventiquattr'ore, e il concreto rischio di contromanifestazioni. A pesare anche l'annullamento di tappe europee analoghe in altri Paesi.

La vicenda affonda le radici nelle dichiarazioni di West accumulate nel corso degli ultimi anni. Il rapper ha affermato pubblicamente di vedere "cose buone" in Hitler, ha pubblicato immagini con svastiche, messo in vendita capi d'abbigliamento con simboli nazisti e, nel maggio 2025, ha dato alle stampe un brano intitolato "Heil Hitler". Una progressione che aveva già convinto altri Paesi europei ad agire: il Regno Unito gli aveva revocato il visto, Polonia e Svizzera avevano cancellato le rispettive date, la Francia lo aveva di fatto costretto ad annunciare da solo il rinvio del concerto di Marsiglia dopo l'intervento del ministro dell'Interno Laurent Nuñez.

Anche Travis Scott fuori dalla Rcf Arena

Il provvedimento colpisce anche Travis Scott, la cui data era in programma in sequenza stretta con quella di West, benché non ancora confermata ufficialmente dagli organizzatori. Nelle settimane precedenti erano circolate indiscrezioni — non confermate — su una possibile trattativa per spostare il concerto di un anno, a fronte di vendite dei biglietti al di sotto delle aspettative.

Con oltre 68mila biglietti venduti per il solo concerto di West, la questione dei rimborsi è il nodo immediato che ricade su fan, organizzatori e catene di distribuzione. La comunità di supporter Yeezytalia ha reagito duramente sui social: "Siamo sconvolti", si legge nel comunicato "Una decisione vergognosa, presa da persone che sembrano non tenere minimamente conto di oltre 80.000 fan che avevano già acquistato biglietti aerei e hotel".

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