Greta Thunberg, la ragazza svedese di 16 anni, divenuta simbolo delle manifestazioni per l'ambiente, dopo la tappa di oggi al Parlamento europeo, sarà nelle prossime ore in visita in Italia, a Roma, dove venerdì 19 aprile parteciperà alla protesta in programma a Piazza del Popolo. "Sono in treno diretta al Parlamento europeo, al Senato italiano, in Vaticano e al Parlamento di Londra, durante le vacanze di Pasqua  e venerdì parteciperò allo sciopero scolastico a Roma (so che è vacanza, ma visto che la crisi climatica non va in vacanza, non ci andiamo neanche noi)", ha scritto la giovane attivista su Facebook, in un post pubblicato domenica scorsa. Pippo Civati, fondatore di Possibile e candidato alle elezioni europee 2019 nelle liste di Europa Verde nelle circoscrizioni Centro e Nord Ovest, le ha scritto una lettera per accoglierla.

Il 19 aprile Roma sarà il centro del mondo. Era da un po' che non le capitava, alla Capitale. Tutte le strade porteranno di nuovo a Roma, il Papa e il Presidente della Repubblica si apprestano ad accogliere la storia che non può essere più lasciata fuori dalla porta. A Roma, il 19 aprile, che è un venerdì, gli studenti saranno in piazza e scommetto che ci saranno anche molti dei loro genitori, dei nonni, degli zii. Ci sarò anch’io insieme a mia figlia. E chi non sarà in piazza, chi non sarà a Roma dovrà comunque occuparsi di quello che sta succedendo lì. Anche chi non pensa che sia importante, anche chi non ci crede, anche chi sbircia soltanto dietro le cose e non sa più guardarle in faccia. Il 19 aprile saremo tutti costretti ad occuparci di quel che conta veramente, di quello di cui avremmo dovuto occuparci prima, invece di perdere tempo.
Parleremo proprio del tempo, che fino a poco fa era considerato un argomento qualunque, mentre ora è l’unico vero argomento di cui vale la pena occuparsi. Perché da qualche tempo è diventato chiaro a tutti che per non essere banali bisogna parlare del luogo comune per eccellenza: il pianeta sul quale tutti insistiamo. E chi vuole cambiare il mondo ha capito che deve salvare l’unico mondo che abbiamo. Il 19 aprile per Roma passa una rivoluzione che coinvolge tutte tutti e ogni cosa, perché il tempo di occuparsi d’altro è finito.
Negli ultimi 10 anni avremmo potuto fare tante cose e invece abbiamo fatto lo Sblocca Italia che è il contrario di quel che serviva. Non abbiamo fatto niente per la riduzione del consumo di plastica, niente per la riduzione di emissioni, niente contro il consumo di suolo, niente di veramente risolutivo per accelerare sulle rinnovabili e sulla riconversione energetica dell’economia. L’ “argine al populismo” non ha arginato le piene dei fiumi, le esondazioni, i disastri ambientali che negli anni sono sempre aumentati e non ha arginato nemmeno i populisti. I quali hanno vinto le elezioni all’insegna dei no. No tav, no tap, no trivelle, no terzo valico e via negando. Ma poi si sono rimangiati tutto. Il governo del cambiamento ha cambiato idea. Appunto.  Ultimamente hanno fatto uno sblocca cantieri e un decreto crescita  con dentro le solite deroghe per le cubature, nell’ultimo DEF non c’è niente di niente sull’ambiente. E l’Italia, questa lingua di terra in mezzo al mare, attende inerte di essere sommersa. Cerchiamo di fermare le persone che fuggono da posti che i cambiamenti climatici hanno già reso invivibili e non ci rendiamo conto che ben presto saremo noi a dover fuggire. Cambia il clima, cambiano i governi, ma non cambia l’usanza meschina e un po’ ridicola della politica nostrana di lottare per prendere il potere, senza sapere poi cosa farne.
È la dimostrazione che il mondo dei grandi è diventato marcio, vecchio e malato. Per fortuna i ragazzi hanno deciso di curarlo. Benvenuta a Roma Greta.