A mesi di distanza dalle elezioni dello scorso 4 marzo, voto che ha segnato l'assoluta débacle del Partito Democratico, il presidente del Pd Matteo Orfini fa l'analisi della sconfitta ed evidenzia i motivi che hanno portato il partito di maggioranza di governo a perdere malamente le elezioni: "Abbiamo perso perché non abbiamo saputo imporre un'agenda e un racconto del paese, ma abbiamo giocato su un campo disegnato dai nostri avversari. A volte per nostri limiti, in altri casi per vera e propria subalternità. Abbiamo pagato una vera e propria crisi di egemonia, per usare categorie antiche. Uno degli esempi che meglio spiega quanto sto provando a dire è proprio il tema dell'immigrazione. Quando abbiamo sostenuto che i flussi migratori mettevano a rischio la democrazia nel nostro paese abbiamo scelto di dire una cosa enorme e enormemente falsa. Quando abbiamo accettato di declinare il tema della sicurezza collegandolo esclusivamente al tema migratorio, abbiamo accettato la lettura falsa e strumentale della destra invece di contrastarla. Quando non abbiamo contrastato la campagna che dipingeva le ong come organizzazioni para-malavitose, abbiamo reso quasi impossibile il lavoro di chi ha la sola colpa di provare ogni giorno a salvare vite umane". 

In sostanza, dunque, secondo Orfini non sarebbero state solamente le politiche sociali sbagliate ad aver azzoppato il Partito Democratico, ma anche e soprattutto la narrazione che ha accompagnato la crisi migratoria dell'estate scorsa, all'epoca della polemica delle opposizioni sulle Organizzazioni non governative accusate di essere dei "taxi del mare" e di svolgere un'azione più sovversiva che umanitaria, polemica che il Pd non ha disinnescato ma anzi ha cercato di cavalcare alla ricerca di consenso, accondandosi alle destre.