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12 Ottobre 2026
11:10

Otto oranghi salvati dagli incendi in Indonesia tornano liberi nelle foreste del Borneo

Otto oranghi salvati dagli incendi nel Borneo indonesiano sono tornati liberi in una foresta protetta. Dall'inizio dell'emergenza sono già 46 le scimmie salvate dalle fiamme che stanno devastando l’Indonesia.

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Uno dei cuccioli di orango salvati insieme alla loro madre dagli incendi nelle scorse settimane. Foto di YIARI Foundation

Otto oranghi salvati dagli incendi che nelle ultime settimane hanno devastato diverse aree del Borneo indonesiano sono tornati in libertà in una foresta protetta. Si tratta di tre femmine con piccoli e di due giovani maschi, recuperati in diverse località della provincia del Kalimantan Occidentale. Molti arrivano dalle piantagioni vicine alle foreste in cui vivevano e che sono state raggiunte dalle fiamme.

Le scimmie sono state trasferite nella foresta protetta di Batu Nyambu, un'area di circa 23mila ettari scelta dalle autorità indonesiane e dalla fondazione YIARI perché offre acqua, cibo e corridoi con altre aree forestali. Tra gli oranghi salvati ci sono anche Mama Lifa e il suo piccolo Lifa, rimasti isolati in appena 400 metri quadrati di alberi completamente circondati da piantagioni di palma da olio. Dopo essere stati recuperati e sottoposti ai controlli veterinari, entrambi sono stati trasferiti nella foresta protetta insieme agli altri sei.

"Vogliamo assicurarci che gli oranghi salvati non vengano semplicemente spostati da un luogo all'altro, ma che abbiano davvero la possibilità di sopravvivere nel loro habitat naturale", ha spiegato Argitoe Ranting, direttore operativo di YIARI.

Gli incendi minacciano gli ultimi oranghi del Borneo

Gli otto oranghi liberati sono solo alcuni di quelli soccorsi in queste settimane durante l'emergenza. Secondo le autorità locali, da agosto a oggi sono stati recuperati complessivamente 46 oranghi minacciati dalle fiamme. Alcuni sono ancora in cura per ustioni, malnutrizione e gravi problemi di salute legati all’intossicazione per i fumi degli incendi.

La gravità della situazione era già emersa nelle scorse settimane attraverso le storie di diversi oranghi soccorsi dalle fiamme. Tra questi c'è Mama Abu, una femmina recuperata insieme al suo piccolo di appena otto mesi. La madre aveva riportato ustioni alle mani, mentre il cucciolo era fortemente disidratato e denutrito. Ancora più drammatica la vicenda di Sampurna, un maschio adulto trovato in condizioni critiche nei pressi di a una piantagione di palma da olio, dopo aver respirato per giorni il fumo degli incendi. L'orango è successivamente morto, nonostante l'intervento dei soccorritori.

Più recentemente, nel Borneo centrale, una giovane femmina chiamata Novita è stata trovata mentre era aggrappata a un albero, circondata da un'area devastata dalle fiamme. Era ferita, disidratata e intossicata dal fumo ed è stata affidata a un centro di recupero specializzato nella riabilitazione delle scimmie.

Tutti e tre gli oranghi viventi sono a un passo dall'estinzione

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Tutte e tre specie di orango oggi viventi sono considerate in pericolo critico di estinzione

Gli oranghi sono purtroppo tra gli animali più minacciati del pianeta. Tutte e tre le specie viventi, l'orango del Borneo (Pongo pygmaeus), quello di Sumatra (P. abelii) e quello di Tapanuli (P. tapanuliensis), sono classificate come "In pericolo critico (CR)" di estinzione nella Lista Rossa IUCN. La distruzione e la frammentazione delle foreste, soprattutto per fare spazio agli insediamenmani e alle piantagioni di palma da olio, rappresentano alcune delle minacce principale per la loro conservazione.

In Indonesia il fuoco viene inoltre utilizzato anche per liberare terreni destinati alle coltivazioni, una pratica che può favorire lo sviluppo di incendi estesi soprattutto durante i periodi di siccità, come quello che sta affrontato in questo periodo il Paese. Il fenomeno meteorologico ciclico El Niño, quest'anno sta avendo un'intensità da record e senza precedenti, tant'è che gli esperti lo hanno definito Super El Niño.

Salvare gli oranghi dagli incendi non basta

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Piantagioni di palma da olio a margine di foresta nel Borneo

Il ritorno in natura degli otto oranghi rappresenta sicuramente un salvataggio importante, ma non risolve il problema della progressiva perdita del loro habitat. Questi grandi primati trascorrono gran parte della vita sugli alberi e dipendono dalla presenza di foreste estese e collegate tra loro. Per questo la scelta di Batu Nyambu non è stata casuale: oltre alla disponibilità di risorse alimentari e acqua, la riserva permette ai primati di spostarsi verso altre aree boschive.

"La protezione degli habitat sarà sempre una priorità per garantire agli oranghi foreste sicure in cui vivere. Ma finché il loro ambiente continuerà a essere minacciato, il salvataggio rimarrà una delle migliori possibilità che abbiamo per aiutarli a sopravvivere", ha infatti spiegato Karmele Llano Sanchez, amministratrice delegata di YIARI.

La conservazione degli oranghi è inoltre particolarmente complessa anche per i loro ritmi riproduttivi. Le femmine partoriscono un solo piccolo e possono trascorrere sei-otto anni, talvolta anche di più, prima di avere un altro figlio. I giovani dipendono a lungo dalle madri, dalle quali imparano a riconoscere il cibo, muoversi nella foresta, a socializzare con altri oranghi e costruire i giacigli notturni. La perdita anche di pochi individui, soprattutto femmine adulte, può quindi avere conseguenze devastanti per le popolazioni già in forte declino.

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