“Un profilo su dieci è falso”: l’analisi del report Cyabra sui commenti sui social di Ranucci

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Un’analisi recente su oltre duemila commenti rivela una presenza anomala di bot e fake sui profili social di Sigfrido Ranucci. Secondo l’indagine, buona parte di questi profili falsi tendono a promuovere una percezione positiva del giornalista.

Nel bene o nel male, Sigfrido Ranucci è indubbiamente uno dei personaggi del momento. Al centro dell’attenzione per le complesse vicende giudiziarie legate all’attentato di cui l’amico Valter Lavitola ha confessato di essere il mandante, il conduttore di Report continua a essere al centro di dibattito fortemente polarizzato tra chi lo difende a spada tratta e chi, al contrario, non perde occasione per attaccarlo e alimentare nuovi sospetti. Il giornalista è talmente sotto i riflettori che persino i siti-truffa hanno iniziato a usare il suo volto per rilanciare finti annunci pubblicitari.

In questo clima, è ora è stata resa pubblica una recente analisi realizzata da Cyabra per Arcadia dedicata alle conversazioni generate dai profili Facebook e Instagram di Ranucci. L’indagine ha studiato il comportamento dei follower del conduttore di Report scoprendo come negli ultimi 30 giorni parte delle interazioni tra i commenti ai vari post sia opera di profili falsi.

L’analisi: un profilo su dieci non è autentico

Cyabra è una società israeliana specializzata in social intelligence, utilizza sistemi di intelligenza artificiale per individuare profili falsi, boh e trend che alimentano fake news. Diversi governi, tra cui quello degli Stati Uniti, si affida a questa piattaforma per monitorare la presenza di possibili campagne di disinformazione. Per questa analisi sono stati esaminati 14 post pubblicati nell’ultimo mese sugli account Facebook e Instagram di Ranucci, per un totale di oltre 2.000 commenti. I ricercatori hanno sottoposto a verifica 1.264 profili, valutandone l’autenticità, il sentiment – ossia l’opinione generale espressa da questi commenti – e gli eventuali segnali di coordinamento.

Il risultato più significativo riguarda i profili ritenuti “inautentici”. L’indagine ne ha individuati 128, pari al 10,1% del campione. È una percentuale superiore alla media del 3-5% che Cyabra indica per conversazioni organiche relative ad account simili o a notizie. La presenza di profili sospetti è risultata molto più alta su Instagram, dove arriva al 17,4%, rispetto al 6,3% registrato su Facebook.

C’è poi un altro elemento interessante. Tra i profili non appartenenti a persone reali che hanno espresso una posizione riconoscibile di apprezzamento o di critica, il 54,8% dei contenuti tendeva a lasciare commenti positivi. Tra gli utenti autentici, invece, il sentiment positivo si fermava al 45,1%. In molti casi, simili commenti si concentrano nei post relativi a eventi live o presentazioni di libri. Il documento non riporta quali siano i profili o i commenti coinvolti, tuttavia un nostro check ha effettivamente riscontrato la presenza di diversi utenti che presentano caratteristiche sospette, come profili bloccati, numerini nel nome utente e commenti di elogio piuttosto generici, pubblicati più o meno nello stesso momento su post differenti.

Perché il dato è da leggere con cautela

È importante, però, leggere correttamente questi numeri. Il dato non significa che il 10% dei follower di Ranucci sia falso: l’indagine riguarda i profili che hanno interagito con un campione specifico di contenuti e non l’intera base dei suoi follower. E soprattutto – di questi tempi è bene specificarlo – non emerge dal report alcun elemento che consenta di attribuire a Ranucci o al suo staff la creazione o il coordinamento di questi account. Il fenomeno riguarda le conversazioni che si sviluppano attorno ai suoi contenuti, non una responsabilità diretta del giornalista.

D’altronde, la presenza di account fake non è certo una peculiarità dei profili di Ranucci. Pochi giorni prima, sempre la stessa Cyabra aveva evidenziato in un’altra analisi per Arcadia un fenomeno analogo nelle conversazioni social legate al leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, in quel caso con una presenza di profili artificiali ancora più marcata. Questo non ha però impedito ai detrattori di gettarsi sul caso per continuare a screditare il conduttore di Report.

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