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Intelligenza artificiale (IA)

Dietro il video di Vannacci in versione gladiatore c’è una strategia già vista: Flood The Zone

Roberto Vannacci ha pubblicato un video in cui viene ritratto in versione imperatore romano. Il video è pieno di immagini che si prestano a critiche e ha generato centinaia di reazioni e commenti. Non è un caso: è tutto parte di una strategia che abbiamo già visto.
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I risultati della ricerca Google con le chiavi Vannacci + Gladiatore ha generato questa mattina 12 pagine di risultati. Considerando circa 10 contenuti per pagina, arriviamo serenamente a superare i 100 contenuti. Non tutti sono coerenti con la chiave. Sui social è più difficile fare un conteggio esatto: ci facciamo bastare il colpo d’occhio. Cercando sempre Vannacci + Gladiatore troviamo schermate su schermate di risultati. Facciamo un salto in più: negli ultimi due giorni il video creato con l’intelligenza artificiale in cui Roberto Vannacci diventa un imperatore romano che condanna a morte gli avversari politici è entrato nell’agenda politica, tanto da meritare un post sui social di Giorgia Meloni. Insomma: la strategia ha funzionato.

Le origini del video si possono rintracciare senza troppa fatica. È stato pubblicato dall’account Instagram robertus_vannaccius: poco più di 7.500 follower e una produzione interamente dedicata alla versione gladiatoria di Roberto Vannacci, presidente di Futuro Nazionale in crescita nei sondaggi per le prossime elezioni politiche. L’account non è recente ed è probabile che abbia già attraversato diverse vite. È stato aperto nell’aprile del 2024 e il suo nome è stato cambiato 14 volte. Il primo contenuto ora visibile risale al 10 luglio ed è in collaborazione con la pagina Futuro Nazionale Giovani Puglia, account che compare in altre collaborazioni. Sulla realizzazione del contenuto non c’è molto da dire: nel testo che lo accompagna leggiamo che è stata usata Grok, l’intelligenza artificiale legata a X.

La strategia di Donald Trump: inondare i media e offuscare il dibattito

Il punto non è il contenuto. Da quando i chatbot di intelligenza artificiale generativa sono arrivati sul mercato di massa, i social si sono riempiti di contenuti generati dagli algoritmi. E ormai alcuni di questi contenuti si sono trasformati in trend da milioni di visualizzazioni. È il caso degli Italian Brainrot, dei Cat Slop o del Fruit Slop. E così anche per i politici esistono fiumi di parodie o video celebrativi creati con l’intelligenza artificiale. Avevamo già visto qualcosa dalle parti di Matteo Salvini. Il segretario della Lega aveva ripubblicato un video in cui costruiva un piccolo modello di Ponte sullo Stretto. La sua compagna, Francesca Verdini, invece aveva proposto ai sui follower un corto in stile Pixar sempre dedicato al tema: Matteo, un ponte per sognare.

Ma in questo caso è successo qualcosa di più. Il video di Vannacci nelle vesti di imperatore romano non è solo satira. Nel pubblicarlo, o meglio nell’accettare la richiesta di collaborazione, Vannacci sapeva benissimo l’effetto. È un video in cui ogni fotogramma si presta a una critica. Assieme a lui ci sono Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, ma non Matteo Salvini o Antonio Tajani. Scelta che si collega a tutto il dibattito sulle alleanze nel centrodestra. Si vede Camelia Mihăilescu, moglie di Vannacci, che alza il dito medio, esattamente come fatto pochi giorni fa a Viareggio mentre passava davanti a un band che suonava Bella Ciao. Ci sono politici come Elly Schlein o Giuseppe Conte legati in mezzo all’arena, destinati ad essere sbranati dai leoni. E compare Giuseppe Barboni, il militante di Futuro Nazionale protagonista di un pestaggio.

L’intento è chiaro, e riuscito: farsi riprendere. Con questo video Vannacci sapeva bene che avrebbe sollevato critiche, spinto a reazioni e commenti. In poche parole, anche questa settimana è riuscito a ritagliarsi uno spazio nel dibattito pubblico. I politici lo hanno commentato, i giornali ne hanno parlato, il suo nome è tornato in prima pagina. È una strategia che abbiamo già visto. Negli ultimi anni Donald Trump ha rilanciato spesso sul suo account Truth dei contenuti creati con l’intelligenza artificiale volutamente controversi. Basta ricordare una sua immagine in versione Messia mentre cura un infermo, immagine pubblicata in mezzo allo scontro con Papa Leone XIV, e  il video in cui cui Barack e Michelle Obama vengono ritratti come scimmie. Anche qui lo stesso schema: centinaia di articoli, passaggi in televisione, critiche e commenti. Un dibattito quasi sul nulla.

Sono contenuti che vanno fuori dalla comunicazione ufficiale. Sono fatti spesso da fan o utenti fuori dai team ufficiali. Vengono rilanciati, spesso senza troppi commenti. Generano di battito. Il filo comunque è una strategia precisa. Steve Bannon, ex direttore di Breitbart News ed ex consigliere di Donald Trump ha teorizzato più volte una strategia di comunicazione riassunta nella formula Flood The Zone, una formula che in italiano possiamo tradurre come “Inonda lo Spazio”. Questa teoria, in breve, si basa sull’inondazione dei media attraverso un gettito costante di contenuti. Frasi, eventi, foto, immagini e quando non basta si passa all’intelligenza artificiale. I media lo riprendono, il pubblico comincia ad assuefarsi, l’opinione pubblica si offusca. Il dibattito abbandona i temi cruciali per spostarsi sulla polemica del giorno. E intanto la popolarità cresce. Negli ultimi sondaggi Futuro Nazionale di Vannacci ormai è stabile al 6%, sopra la Lega e a due punti da Forza Italia.

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