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Intelligenza artificiale (IA)

Il creator Husk sta già stressando il nuovo modello vocale di OpenAI: confondere l’IA è ancora molto facile

Il creator Husk, già noto per i suoi video nei quali mette in ridicolo le risposte dell’IA vocale, ha messo alla prova il nuovo modello di OpenAI, GPT-Live, e i risultati sono stati decisamente divertenti.
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OpenAI ha appena lanciato GPT-Live, il suo nuovo modello vocale pensato per rendere le conversazioni con ChatGPT ancora più fluide e naturali. Se infatti nelle versioni precedenti l'intelligenza artificiale doveva attendere che l'utente finisse di parlare prima di rispondere, ora può essere interrotta, incalzata con nuove domande o invitata ad approfondire un argomento senza perdere il filo della conversazione. Merito della nuova architettura full-duplex, che le consente di ascoltare e parlare contemporaneamente, proprio come avviene in un dialogo tra persone. GPT-Live è anche in grado di mostrare segnali di ascolto con espressioni come "mh-mh" o "sì", oppure di lasciare qualche secondo di silenzio se l'interlocutore si prende una pausa per riflettere. Un notevole passo in avanti per questo tipo di tecnologia, che però ha dovuto subito affrontare il suo banco di prova più temuto: i test degli smanettoni sui social.

Il re di questa categoria è Husk, un utente molto attivo su X, YouTube e TikTok, che negli ultimi mesi ha guadagnato un grande seguito mettendo in ridicolo i modelli vocali basati sull'intelligenza artificiale, soprattutto quelli rilasciati da OpenAI. I suoi video sono diventati così popolari da attirare perfino l'attenzione del CEO in persona, Sam Altman, che in un'occasione pubblica non è riuscito a nascondere il fastidio per i problemi dei modelli smascherati dall'irriverente Husk.

I precedenti e i nuovi test di Husk su GPT-Live

Il modus operandi di Husk è molto simile a quello dei red teamer, gli hacker che simulano attacchi contro i sistemi informatici delle aziende per aiutarle a chiudere tutte le falle di sicurezza. Nei suoi esperimenti carichi di ironia, il creator cerca infatti di "stressare" le capacità dell'IA, chiedendole di completare compiti improbabili e proponendo piccoli tranelli logici per poi valutare le risposte. In un video pubblicato a inizio aprile, Husk aveva chiesto alla vecchia versione di GPT di cronometrare il tempo impiegato per correre un miglio. Dopo pochi secondi, però, interrompeva il timer e comunicava a GPT di aver concluso il percorso. In tutta risposta, il modello rispondeva che erano passati circa dieci minuti.

Il fail del LLM diventò così virale che una giornalista mostrò il filmato ad Altman che, visibilmente piccato, rispose di essere a conoscenza del problema e che probabilmente ci sarebbe voluto un altro anno "prima che qualcosa del genere funzioni bene". A distanza di pochi mesi è però arrivato GPT-Live e Husk non ha perso l'occasione per tornare a verificarne i progressi.

Come mostrato in un video postato nelle scorse ore, i limiti non sono spariti, anche se il creator si è concentrato maggiormente sui meccanismi legati al dialogo e alle interazioni immediate con gli utenti, senza badare a funzioni come la traduzione istantanea o la gestione di conversazioni più articolate, che invece sono state presentate com il fiore all'occhiello del nuovo modello. In uno dei filmati girati a poche ore dal lancio del nuovo modello, Husk ha chiesto per esempio quante volte compare la lettera "E" nella parola "diciassette" (seventeen). La risposta di GPT è stata: "due". In un altro test, il creator ha domandato all'IA vocale come apparire "più umano". La risposta è stata decisamente singolare: "Vai davanti a uno sconosciuto, guardalo dritto negli occhi e fagli un complimento come ‘amo il modo in cui cammini'".

Anche questa volta, il lavoro di Husk non è passato inosservato in casa OpenAI. Jason Liu, Developer Experience Engineer del team Codex, ha ricondiviso uno dei video limitandosi a un eloquente: "Ca**o".

Sempre più creator si prendono gioco dell'IA vocale

Husk non è però l'unico creator ad aver trasformato il testing dell'intelligenza artificiale in un format di successo. Tra i più noti c'è anche Father Phi, pseudonimo di Phi Nguyen, conosciuto online come il "Maestro dell'IA". Anche lui ha subito iniziato a sperimentare GPT-Live. Nel suo test ha fatto dialogare due dispositivi, entrambi equipaggiati con il nuovo modello vocale, chiedendo a uno di far indovinare all'altro un oggetto – una graffetta – attraverso una serie di domande. L'esperimento è andato a buon fine, ma una volta conclusa la sfida entrambi i modelli hanno continuato automaticamente il gioco proponendo di ricominciare da capo con un nuovo turno. "ChatGPT non riesce a smettere di giocare con se stesso" è stato il commento di Father Phi.

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