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Intelligenza artificiale (IA)

Pubblicare foto dei figli sui social ora vuol dire darle in pasto all’IA: la NCA dice di toglierle tutte

La NCA è la National Crime Agency del Regno Unito. In una serie di linee guida ha spiegato tutto quello che può succedere quando viene pubblicata la foto di un minore sui social network. Il suggerimento è quello di non condividerle mai: al massimo create gruppi di amici stretti.
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La sensibilità sta cambiando, forse non abbastanza in fretta. Prima si pubblicava ogni istante, forse ispirati anche dai creator che documentavano con decine di foto e video la vita dei loro figli. Ora è difficile trovare ancora genitori che pubblicano foto intere dei loro figli. A volte sono di spalle, a volte hanno il volto oscurato da un’emoji. Forse sarebbe meglio toglierle del tutto. Negli ultimi giorni la National Crime Agency del Regno Unito ha pubblicato una serie di nuove linee guida in cui spiega che i genitori non dovrebbero mai pubblicare in rete foto dei figli. Vi lasciamo qui il documento integrale, scritto insieme alla Internet Watch Foundation (IWF).

Fino a questo momento il rischio era soprattutto quello di esporre i minori. Costruire loro un’identità digitale, attirare predatori sessuali, svelare i loro movimenti e le loro abitudini. Ora però il problema è un altro. Negli ultimi anni abbiamo visto crescere l’impatto dell’intelligenza artificiale nella produzione di immagini diffuse senza consenso. È un fenomeno che abbiamo documentato più volte: oggi non ci vuole molto a creare un deepfake, un’immagine falsa dove uno scatto normale viene trasformato in un nudo grazie agli algoritmi.

Una volta c’erano i fotomontaggi, certo. Ed esistevano interi archivi dedicati a persone famose, come ha svelato nelle scorse settimane il caso CFake. Ora l’intelligenza artificiale può trasformare qualsiasi scatto in un video pornografico. Ed è un’operazione che può fare chiunque, aggiustando qualche indicazione come se stesse lavorando con ChatGPT. A volte non c’è bisogno nemmeno di impegnarsi troppo: basta un’app. Solo a gennaio 2026 si è aperto un caso enorme legato a Grok, l’intelligenza artificiale di X che non si faceva troppi problemi a spogliare le foto date in pasto all’algoritmo.

Tutto questo succede anche con le fotografie di minori. Secondo i dati della Internet Watch Foundation nel 2025 il materiale pedopornografico generato dall’intelligenza artificiale è aumentato del 14% rispetto all’anno precedente. Secondo le analisi di IWF sono stati identificati 8.029 immagini e video realistici fatti con l’intelligenza artificiale. Dan Sexton, uno dei responsabili dell’IWF, spiega che l’unica strada è quella di non pubblicare foto dei figli sui social: “Non so cos'altro dire ai genitori. Sarei molto cauto perché non c'è alcuna protezione. Se volete condividere le immagini al massimo usate la funzione Amici Stretti”.

Il controllo sulle licenze per l’uso delle immagini

In questa analisi viene suggerito un passaggio successivo. La National Crime Agency suggerisce anche di controllare gli accordi che sono stati firmati per la gestione dei diritti di immagine con scuole e società sportive. Quel foglio privacy, per intenderci, che di solito viene fatto firmare ai genitori per consentire alla scuola o alla squadra di calcio di usare la sua immagine sui social o sui siti. Ecco. Anche su questo si chiede ai genitori di avere più attenzione, capire per cosa viene usata l’immagine e nel caso farla togliere dai portali pubblici. Spiega Tom Dyson, sempre dell’IWF: “Se desiderate che una fotografia dei vostri figli venga rimossa da un sito web o dai social media, potete farlo senza problemi”.

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