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La fine di Cfake, il forum che pubblicava fotomontaggi porno dal 2007: vittime anche donne italiane

Cfake era un forum dove dal 2007 gli utenti scambiavano immagini porno di celebrity. Niente era reale: le immagini venivano create con dei fotomontaggi. La Procura di Roma aveva aperto un fascicolo lo scorso autunno.
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Cfake.com è bloccato, almeno in Italia. Se si prova ad accedere compare solo una schermata: un’immagine fissa in cui si vede il logo delle agenzie degli Stati Uniti che hanno collaborato all’operazione. Da quello che abbiamo ricostruito parliamo di un sito attivo da quasi 20 anni. Le prime tracce risalgono all'aprile 2007. Qui venivano raccolte migliaia di foto fake, principalmente pornografiche. Tutte appartenenti a celebrity, ovviamente non al corrente delle immagini che venivano realizzate con il loro volto. La procura di Roma aveva aperto un fascicolo su Cfake già lo scorso autunno. Secondo il comunicato stampa diffuso dalla Polizia di Stato, gli accertamenti della Postale avevano individuato i server da cui venivano distribuiti i contenuti negli Stati Uniti. Dopo la segnalazione al Department of Justice il sito è stato oscurato grazie al Take It Down Act, una legge entrata in vigore nel maggio del 2025 che si occupa di tutelare la diffusione non consensuale di materiale esplicito.

Da quello che leggiamo nella schermata di blocco anche la Polizia Francese ha partecipato all’operazione. È possibile quindi che la chiusura di Cfake sia arrivata dopo una serie di richieste diverse che segnalavano l’esistenza di questa piattaforma. In base ai dati emersi nella nostra analisi del dominio, l’utente che l’ha registrato aveva segnalato un indirizzo vicino a Boston, Stati Uniti.

Come funzionava Cfake: prima i fotomontaggi, poi l’intelligenza artificiale

Il caso Cfake è un po’ diverso da quelli che abbiamo visto fino a questo momento. Sia dal caso Phica che dal caso Mia Moglie, ma anche dai casi più recenti come Slut Rooms. Un po’ per storico. È un sito che risale al 2007 quindi alle prime fasi del web. In quel periodo non esisteva ancora l’intelligenza artificiale o meglio, gli algoritmi che poi avrebbero costruito l’intelligenza artificiale non erano in grado di creare immagini realistiche dal nulla. Tantomeno di prendere foto di persone reali e trasformarle in materiale pornografico. Il sito si basava quindi in larga parte sui fotomontaggi. Gli utenti prendevano volti di donne famose e le sovrapponevano a immagini pornografiche. Spesso l’effetto era posticcio.

Tecnicamente le immagini realizzate in questo modo non si possono definire deepfake, visto che non usano l’intelligenza artificiale e non sono molto realistiche. Però certo, siti del genere negli ultimi anni hanno preso nuova forza grazie a tecnologie che permettono a chiunque di creare con qualche click un’immagine esplicita. Abbiamo analizzato il sito dopo l’apertura del fascicolo da parte della Procura di Roma: il dato più rilevante è stata la quantità di materiale presente. Migliaia di fotografie accumulate nel corso del tempo e meticolosamente divise in categorie e soprattutto nazionalità.

Dentro c’era di tutto. Da politiche a cantanti, passando per sportive e ovviamente attrici. Ogni contenuto veniva valutato ed entrava in un ranking. Il sito era dedicato a una community internazionale, anche se i contenuti sulle donne italiane venivano aggiornati ogni mese.

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