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Cos’è la sesta malattia del bambino morto a Catanzaro e quando può provocare meningoencefalite

La sesta malattia è un’infezione virale causata dall’herpes virus umano 6 (HHV-6) che colpisce soprattutto i bambini piccoli e si manifesta con febbre alta improvvisa, seguita da un’eruzione cutanea. In rari casi, il virus può superare la barriera ematoencefalica e causare una meningoencefalite.
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Il caso di Alessio Pio Coppolino, il bambino di 18 mesi morto all’ospedale di Catanzaro, ha acceso i riflettori su una complicanza estremamente rara ma potenzialmente letale della sesta malattia, la meningoencefalite. Questa condizione può verificarsi quando l’infezione supera la barriera ematoencefalica e raggiunge il sistema nervoso centrale, provocando un’infiammazione del cervello e delle membrane che lo rivestono. Nel caso del piccolo Alessio Pio, i risultati dell’autopsia indicano come altamente probabile “una catena di eventi” che avrebbe portato a un quadro di riduzione della risposta immunitaria, in cui l’infezione da herpes virus umano 6 (HHV-6), il virus della sesta malattia, può manifestarsi in una forma ben diversa da quella che normalmente si osserva nei bambini.

Le conclusioni medico-legali hanno escluso che il decesso sia stato causato da Clostriudium difficile, il batterio inizialmente finito al centro del caso. Al contrario, ad aggravare il quadro clinico sarebbe stato il batterio Staphylococcus aureus, responsabile di una batteriemia sistemica con miocardite, polmonite, sepsi diffusa e insufficienza multiorgano.

Ma come può la sesta malattia innescare una sequenza di eventi così grave?

Cos’è la sesta malattia e come si manifesta

La sesta malattia, o esantema critico (roseola infantum), è un'infezione virale comune nei bambini piccoli, tipicamente tra i sei mesi e i due anni di età. È causata dall'herpesvirus umano di tipo 6 (HHV-6), e più raramente dal tipo 7 (HHV-7). Si trasmette attraverso le secrezioni respiratorie e la saliva, spesso da adulti o bambini più grandi che portano il virus senza sintomi evidenti. Colpisce quasi tutti i bambini entro i tre anni di vita, anche se molte infezioni passano inosservate perché lievi o del tutto asintomatiche.

La malattia si manifesta in due fasi distinte. La prima è caratterizzata da una febbre alta e improvvisa, spesso superiore ai 39°C, che dura in genere tre o quattro giorni, senza altri sintomi evidenti a parte irritabilità, gonfiore delle palpebre o lieve gonfiore dei linfonodi del collo. Alcuni bambini possono avere anche convulsioni febbrili proprio a causa della rapidità con cui sale la temperatura. La seconda fase inizia quando la febbre scompare improvvisamente: a quel punto compare un’eruzione cutanea di piccole macchie rosa o rosse, non pruriginose, che partono dal tronco e si estendono al collo, al viso e agli arti, restando visibili per uno o due giorni prima di svanire senza lasciare segni.

Nella maggior parte dei casi la sesta malattia si risolve da sola, senza bisogno di terapie specifiche, e il trattamento si limita a gestire la febbre con antipiretici e a garantire un’adeguata idratazione del bambino. Le complicazioni sono rare, ma in alcuni casi il virus può raggiungere il sistema nervoso centrale e provocare meningoencefalite o altre condizioni neurologiche.

In quali casi la sesta malattia può provocare una meningoencefalite

In rari casi, la sesta malattia può essere complicata da un’infezione del sistema nervoso centrale. Il rischio è maggiore quando la risposta immunitaria è compromessa, ad esempio per la presenza di altre malattie, infezioni, trattamenti medici o altre condizioni che riducono le difese dell’organismo. In questi contesti, diversi studi hanno documentato una forma di meningoencefalite da HHV-6 nota come encefalite limbica acuta post-trapianto (PALE), osservata in particolare nei bambini immunocompromessi sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche. ().

La meningoencefalite da sesta malattia è stata tuttavia descritta, seppur molto più raramente, anche nei bambini immunocompetenti. Uno studio pubblicato sulla rivista BioMed, condotto in Russia su 712 bambini con sospetta infezione del sistema nervoso centrale, ha confermato questa rarità: in 12 anni sono stati identificati solo 4 casi di meningoencefalite da HHV-6, tutti con completa guarigione senza conseguenze neurologiche. Tra i pochi casi osservati, circa il 70% riguardava bambini tra i 6 e i 24 mesi, in corrispondenza del periodo in cui è più frequente l'infezione primaria da HHV-6.

Anche una ricerca condotta in Italia su su 304 bambini con sospetta encefalite virale ha rilevato l’HHV-6 in soli otto pazienti, metà dei quali aveva meno di un anno. Un’altra ricerca italiana ha identificato solo quattro casi in dieci anni di osservazione. ()

Pur trattandosi di una complicanza rara rispetto alla frequenza complessiva della sesta malattia, la sua gravità potenziale rendono tuttavia fondamentale il riconoscimento tempestivo, specialmente nei bambini con fattori di rischio o con un quadro clinico che si discosta dal decorso tipico e benigno della malattia.

Quali sintomi possono fare sospettare una meningoencefalite da sesta malattia

I sintomi che possono fare sospettare una meningoencefalite nel contesto della sesta malattia includono febbre alta persistente associata a forte mal di testa, rigidità del collo, vomito ripetuto, marcata sonnolenza, confusione, alterazioni del comportamento o convulsioni.

Le semplici convulsioni febbrili, relativamente comuni nella sesta malattia a causa del rapido aumento della temperatura corporea, vanno pertanto distinte dai quadri più gravi: quando le crisi convulsive sono prolungate, ripetute nello stesso episodio febbrile, o accompagnate da alterazioni persistenti dello stato di coscienza, si deve sospettare un coinvolgimento del sistema nervoso centrale e richiedere una tempestiva valutazione medica.

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