Bimbo di un anno e mezzo morto a Catanzaro, l’autopsia rivela: “Colpito da meningoencefalite da sesta malattia”

Sarebbe morto a causa di un grave processo infettivo-infiammatorio sistemico di natura settica il bambino di un anno e mezzo deceduto nei giorni scorsi all'ospedale di Catanzaro, dove era arrivato con sintomi di gastroenterite. Sono questi i primi risultati dell'autopsia svolta sul corpo del piccolo, che frequentava la Family Baby School di Tropea, come stabilito dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, che aveva aperto un fascicolo d'indagine insieme alla Procura di Vibo Valentia, con l'obiettivo di fare luce sulla vicenda.
Proprio alla luce dei primi accertamenti, i magistrati di Catanzaro hanno deciso di trasmettere il procedimento ai colleghi di Vibo Valentia, ritenendo che non siano emersi elementi di criticità nella gestione sanitaria del bambino durante il ricovero all'ospedale Pugliese-Ciaccio, dove il piccolo è morto. Secondo l'esame autoptico, il bimbo sarebbe stato colpito da una infezione particolarmente aggressiva. Nello specifico, si parla di una meningoencefalite provocata dall'HHV-6, il virus responsabile della cosiddetta sesta malattia, complicata da una batteriemia da Staphylococcus aureus. Gli accertamenti hanno così permesso di escludere l'ipotesi, avanzata in un primo momento, di un coinvolgimento del Clostridium difficile come causa principale, dal momento che gli esami non hanno infatti rilevato la positività alla tossina del batterio.
Le indagini microbiologiche sono state condotte dall'Unità di Microbiologia della stessa università. Si ricordi che – come specifica l'Istituto superiore della Sanità – "la sesta malattia è una malattia infettiva dell’età infantile causata dall'herpes virus umano di tipo 6B (HHV-6B). È chiamata sesta malattia perché, in ordine cronologico, è la sesta malattia esantematica ad essere stata identificata. È anche definita: esantema critico, esantema subitum, roseola, febbre dei tre giorni, roseola infantum. La trasmissione del virus avviene attraverso naso e bocca (via rinofaringea), come accade per un comune raffreddore, tramite tosse, starnuti o contatto con superfici e oggetti contaminati".
Gli stessi sintomi manifestati dal bambino deceduto sono stati presentati anche da altri coetanei che frequentano il medesimo asilo nido, la Family Baby School di Tropea, che al momento è posta sotto sequestro in attesa che gli inquirenti completino tutte le analisi del caso. Nei giorni scorso un altro piccolo era stato ricoverato per precauzione e altri 38 sono stati posti sotto sorveglianza sanitaria mentre continuano gli accertamenti epidemiologici.