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Cos’è la TBE, l’encefalite da morso di zecche presente anche in Italia: sintomi, cura e mortalità dell’infezione virale

Fra le malattie più pericolose che possono essere trasmesse dalle zecche vi è l’encefalite da zecche o TBE, un’infezione virale acuta che colpisce il sistema nervoso centrale. Sintomi, cura e mortalità della patologia presente anche in Italia.
Zecca sulla pelle. Credit: iStock
Zecca sulla pelle. Credit: iStock

Quando si parla di patologie provocate dalle zecche, la più nota e temuta è senza dubbio la malattia di Lyme o borrelliosi, un'infezione potenzialmente mortale provocata da batteri del genere Borellia trasmessi da morso degli artropodi (recentemente ne è stata identificata una rara forma a New York). Nelle infezioni sono principalmente coinvolte le zecche del genere Ixodes, come la zecca dei boschi presente anche in Italia. Oltre alla malattia di Lyme, le zecche possono trasmettere anche un'altra grave patologia con esito potenzialmente fatale: l'encefalite da zecche, formalmente conosciuta come meningoencefalite da zecche o meningoencefalite primaverile-estiva, come indicato nel portale Epicentro dell'Istituto Superiore della Sanità (ISS). La ragione risiede nel fatto che, oltre a infiammare il cervello, il virus responsabile può colpire anche le meningi, le membrane che avvolgono e proteggono il sistema nervoso. L'infezione virale acuta è nota anche con l'acronimo di TBE, dall'inglese tick borne encephalitis.

Questa malattia è recentemente balzata agli onori della cronaca per un caso registrato a Belluno, in Veneto. A essere sfortunatamente coinvolto è stato un allenatore di basket di 70 anni, che ha contratto la patologia dopo essere stato morso da una zecca durante un'escursione in montagna. Il paziente, come raccontano i quotidiani locali, sarebbe stato trovato “agonizzante e delirante” da un parente che ha immediatamente allertato i soccorsi per il trasferimento in ospedale. Da quanto si apprende, l'uomo è uscito dal coma farmacologico indotto dai medici, ma le sue condizioni sarebbero ancora delicate. Una delle ragioni per cui la TBE può essere così pericolosa risiede nel fatto che è provocata da un virus e non da un batterio come Borrelia burgdorferi, quello principalmente responsabile della malattia di Lyme. Se questo e altri batteri dello stesso genere possono essere combattuti con gli antibiotici, non esistono farmaci contro l'arborvirus del genere Flavivirus che provoca la TBE. È pertanto una malattia virale acuta che, come suggerisce il nome, colpisce il sistema nervoso centrale ed è difficile da debellare nei casi più invasivi.

Curiosamente, il primo caso di TBE in Italia fu registrato proprio a Belluno nel 1994, come indicato dall'ISS. Nel quinquennio successivo furono identificati altri 35 casi nella stessa provincia, segnale di una presenza significativa di artropodi infetti. I principali vettori dell'infezione cerebrale sono la zecca dei boschi (Ixodes ricinus) e Ixodes persulcatus, quest'ultima più diffusa in Europa orientale e Russia. L'arbovirus responsabile circola in diversi mammiferi – come roditori e caprioli – e negli uccelli, contribuendo al “mantenimento del ciclo di trasmissione dell’infezione”.

I sintomi della TBE

L'ISS spiega che nel 70 percento dei casi, dopo il morso di una zecca infetta “si manifesta un’infezione senza o con sintomi poco rilevanti”, che per questa ragione può “passare inosservata”. Tuttavia, nel restante 30 percento il morso può dar vita a sintomi simil influenzali fra i quali forti mal di testa (cefalea), febbre alta, mal di gola, stanchezza, mialgia (dolori muscolari), atralgia (dolori alle articolazioni). Il periodo di incubazione, cioè il tempo che intercorre tra il morso della zecca e la comparsa dei sintomi, è molto variabile, andato da appena 3 giorni fino a 4 settimane. Tra gli altri sintomi comuni indicati dalla Cleveland Clinic, una delle principali organizzazioni sanitarie degli Stati Uniti, figurano anche nausea e perdita di appetito.

Questi sintomi durano per pochissimi giorni e, nella stragrande maggioranza dei casi, una volta passati non determinano “ulteriori conseguenze”, spiega l'ISS. Tuttavia, fino al 20 percento di questi casi sintomatici va incontro a una seconda fase dell'infezione, la TBE vera e propria, con il coinvolgimento del sistema nervoso centrale. In questi casi si manifestano encefalite (infiammazione del cervello) e paralisi flaccida. Tra i sintomi neurologici indicati dalla Cleveland Clinic figurano vomito, stato mentale alterato (come indicato per il caso dell'allenatore di basket), torcicollo, crisi epilettiche e sensibilità alla luce. La mortalità per la TBE è dell'1 percento, con le persone anziane e fragili più esposte al rischio di conseguenze serie e letali. Chi sopravvive può andare anche incontro a danni permanenti, come perdita di memoria, alterazione del linguaggio, paralisi e problemi di coordinazione.

Come si cura l'encefalite da zecche

Poiché non esistono farmaci contro l'arborvirus responsabile dell'encefalite da zecche, i pazienti vengono sottoposti a terapia di supporto che prevede “bere molti liquidi, riposare e assumere antidolorifici da banco possono alleviare i sintomi”, evidenzia la Cleveland Clinic. La malattia grave richiede il ricovero in ospedale e la ventilazione meccanica in determinati casi. Fortunatamente esiste un vaccino sicuro ed efficace per prevenire la malattia, che in base a quanto indicato dall'ISS va somministrato a 0, 1-3 mesi e 9-12 mesi con richiami ogni tre anni. Recentemente uno studio canadese ha dimostrato che il cippato di legno può ridurre sensibilmente il rischio di essere morsi da una zecca e dunque di contrarre le malattie che questi animali possono trasmettere.

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