West Nile, l’ISS registra 84 casi e 2 morti in Italia. Bassetti: “Con sintomi compatibili servono esami specifici”

“L’Europa è piena di casi, ma soprattutto l’Italia è piena di casi”. L’infettivologo Matteo Bassetti richiama l’attenzione sul virus West Nile in Italia, dopo la pubblicazione del primo bollettino del 2026 dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che dall’inizio dell’anno conta 84 casi confermati e due decessi. La maggior parte delle infezioni è concentrata nelle regioni del Nord, coinvolgendo anche il Centro-Sud. La Lombardia è la regione più colpita con 26 casi, seguita da Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Lazio.
Secondo Bassetti, con l'aumento dell’attività delle zanzare nei mesi estivi è fondamentale non sottovalutare sintomi come febbre alta, mal di testa e manifestazioni neurologiche, soprattutto nelle persone più fragili. “Attenzione perché luglio, agosto e settembre sono i mesi si vedono più casi di West Nile” avverte l’infettivologo. “La maggior parte delle infezioni è asintomatica o si manifesta con sintomi simil-influenzali, ma nell’1% dei casi si può sviluppare una forma neuroinvasiva che provoca encefalite”.
ISS: “84 casi di infezione da West Nile Virus, 37 nella forma neuroinvasiva”
Secondo il primo report epidemiologico 2026 dell'Istituto superiore di sanità (ISS), aggiornato al 28 luglio, in Italia sono stati confermati 84 casi di infezione da West Nile Virus, di cuii 37 nella forma neuroinvasiva, la manifestazione clinica più grave della malattia. Il bilancio comprende inoltre 27 casi con febbre, 19 infezioni asintomatiche identificate attraverso gli screening in donatori di sangue e un caso sintomatico. Tra i casi sono stati notificati due decessi, tra cui quello della donna di 90 anni morta in provincia di Oristano; l'altro riguarda un caso importato.

Le province italiane con dimostrata circolazione del virus sono 47 in 12 diverse regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia e Sardegna. Dopo la Lombardia, Piemonte e Veneto sono le regioni con il maggior numero di casi confermati (13 ciascuna), seguite da Emilia-Romagna (12) e Lazio (10).
Bassetti: “Il West Nile va cercato con esami specifici”
La diagnosi rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’infezione da West Nile Virus, perché nella maggior parte dei casi i sintomi sono assenti o facilmente confondibili con quelli di una comune sindrome influenzale. Estiva. Per Matteo Bassetti, il primo passo è aumentare l’attenzione su un’infezione ormai endemica nel nostro Paese.
“Il West Nile si trasmette attraverso la puntura della zanzara ‘classica’, la Culex, non della zanzara tigre, ma della zanzara marroncina che ronza nelle nostre case. Per questo bisogna rafforzare la sorveglianza e aumentare la sensibilizzazione dei medici, sia di medicina generale sia dei pronto soccorso. Quando ci sono sintomi compatibili è importante eseguire gli esami specifici”.