Arrivano le zanzare, il dermatologo Santo Mercuri: “Portano virus solo in certe condizioni”

L’estate è ormai arrivata e con lei anche le tanto temute le zanzare. Anche se l’interesse principale di alcuni è quello di evitare le punture e capire quali siano i rimedi più efficaci, la preoccupazione più grande per molti è invece sapere fino a che punto bisogna allarmarsi di eventuali virus trasmissibili all’uomo, chiamati in ambito scientifico arbovirus. Questi sono patogeni infettivi trasmessi attraverso la puntura di specie come Aedes albopictus (zanzara tigre) e Culex pipiens (zanzara comune), che possono trasmette all’uomo malattie come West Nile, Dengue e Zika.
Nei casi più gravi questi virus possono provocare anche febbre emorragica, meningite o altre forme neurologiche importanti: ma quanto dobbiamo preoccuparci in Italia? La percentuale di queste evoluzioni è decisamente bassa e Santo Raffaele Mercuri, Primario in Dermatologia all'IRCCS Ospedale San Raffaele, ha spiegato a Fanpage.it quanto effettivamente dovremmo preoccuparci e perché per la loro diffusione incide il rapporto tra vettori, animali serbatoio (quelli che ospitano il virus senza ammalarsi), clima, ambiente urbano e infine salute umana.
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di specie di zanzare invasive. Dobbiamo preoccuparci per le conseguenze delle loro punture sulla salute?
Sì, ma il messaggio deve essere equilibrato. Non bisogna vivere ogni puntura con allarme, perché nella grande maggioranza dei casi una puntura di zanzara causa solo una reazione locale: prurito, arrossamento e gonfiore. Tuttavia, rispetto al passato, in Italia e in Europa il tema ha assunto maggiore rilevanza di sanità pubblica perché alcune specie invasive possono contribuire alla trasmissione di arbovirus, cioè virus trasmessi da artropodi.
Quali sono gli esemplari a cui prestare maggiore attenzione?
La specie più importante nel contesto italiano è la zanzara tigre, Aedes albopictus, ormai stabilmente presente in gran parte del territorio nazionale. È una zanzara di origine asiatica, molto adattata agli ambienti urbani, attiva soprattutto nelle ore diurne e capace, in determinate condizioni, di trasmettere virus come dengue, chikungunya e Zika. L’ECDC, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, aggiorna periodicamente le mappe europee delle zanzare invasive, inclusa Aedes albopictus, Aedes japonicus e Aedes koreicus. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) segnala che anche Aedes koreicus e Aedes japonicus sono presenti in Italia, soprattutto in alcune aree del Nord, con diversa importanza sanitaria.
Perché in questi casi il rischio aumenta notevolmente d'estate?
La zanzara, da sola, “non basta”. Per avere trasmissione locale servono più condizioni insieme: presenza del vettore competente, temperatura e stagione favorevoli, densità sufficiente di zanzare e introduzione del virus da parte di una persona infetta, spesso dopo un viaggio in un’area endemica. Per questo in Italia il rischio non è costante tutto l’anno, ma aumenta nei mesi caldi e nelle aree con abbondanza di zanzare e casi importati. Il Piano nazionale arbovirosi italiano nasce proprio per ridurre il rischio di trasmissione autoctona di dengue, chikungunya e Zika attraverso sorveglianza, controllo dei vettori e comunicazione del rischio. Negli ultimi anni abbiamo avuto segnali concreti di questo cambiamento.
Quali sono stati i dati dell'ISS in proposito?
In Italia sono stati descritti episodi di trasmissione autoctona di dengue, tra cui un focolaio nelle Marche nel 2024 con 199 casi notificati a Fano tra agosto e ottobre. I dati ISS per il 2025 riportano 204 casi confermati di dengue, di cui 4 autoctoni: nei dati aggiornati al 30 aprile 2026 risultavano invece 133 casi confermati di dengue, tutti associati a viaggi all’estero. Questi numeri indicano che il rischio esiste e va gestito, ma non significano che ogni puntura sia pericolosa. Va ricordato anche che il West Nile virus in Italia è trasmesso soprattutto da zanzare del genere Culex, quindi non necessariamente da specie tropicali o invasive. Questo mostra che il tema delle zanzare non riguarda solo le nuove specie, ma più in generale il rapporto tra vettori, clima, ambiente urbano, animali serbatoio e salute umana. Secondo l’ISS, la maggior parte delle infezioni da West Nile è asintomatica: quando compaiono sintomi, questi sono spesso lievi, ma una piccola quota può sviluppare forme neurologiche più gravi, soprattutto negli anziani o in soggetti fragili.