West Nile Virus in Italia, Bassetti: “Non vorrei un altro Ferragosto con un’esplosione di casi”

La circolazione del West Nile Virus (WNV) in Italia è iniziata con settimane di anticipo rispetto agli anni precedenti. In Emilia-Romagna, il virus è già stato rilevato nelle zanzare in un’area molto estesa, che coinvolge tutte e sei le province emiliane, mentre a Novara e provincia sono stati confermati due casi di infezione. Un quadro che preoccupa l’infettivologo Matteo Bassetti, secondo cui c’è il rischio di un’altra “esplosione incontrollata di casi a Ferragosto” come quella osservata l’anno scorso. Nel 2025, in Italia erano stati confermati 794 casi di infezione da West Nile Virus, di cui 376 nella forma neuroinvasiva, con 76 decessi. Nella sola settimana di Ferragosto, si era concentrato quasi il 10% delle infezioni.
Bassetti: “Siamo pronti ad affrontare il West Nile?”
“Siamo sicuri che in Italia siamo pronti ad affrontare il problema? I test diagnostici sono disponibili ovunque? I medici del territorio e degli ospedali sono preparati? Sanno riconoscere i sintomi? I pazienti sanno dove andare? Sono state fatte le disinfestazioni a livello locale?”. Per il professor Matteo Bassetti, serve prepararsi in tempo. “A quanto dicono i dati sulla sorveglianza, siamo di fronte a una situazione eccezionale” scrive in un post sui social. “Non era mai stata rilevata circolazione del virus così precocemente nella stagione. Mi auguro di non trovarci a Ferragosto (come l’anno scorso) con un’esplosione incontrollata di casi in Italia”.
Dove si sta diffondendo il virus
Il riferimento di Bassetti è ai dati del monitoraggio entomologico in Emilia-Romagna, dove il virus è stato rilevato nelle zanzare già dalla metà di giugno. Il Servizio sanitario regionale parla di una “situazione eccezionale” perché dall’inizio della sorveglianza, nel 2008, non era mai stata osservata una circolazione così precoce ed estesa. Finora non risultano casi di infezione nell’uomo in regione, ma “i dati fanno prevedere la possibile comparsa di forme gravi di malattia nelle prossime settimane”.
Nel frattempo, l’ASL di Novara ha informato che la circolazione del West Nile Virus è stata rilevata in diverse aree della provincia, con casi riscontrati anche in comuni limitrofi. Due persone sono risultate positive dopo il ricovero in ospedale, entrambe di oltre 70 anni, l’età più esposta al rischio di sviluppare forme gravi della malattia.
Cos'è il West Nile Virus e quali sono i sintomi
Il West Nile Virus (o virus del Nilo occidentale) è un arbovirus della famiglia Flaviviridae, la stessa di dengue, Zika e febbre gialla, trasmesso principalmente dalle zanzare, soprattutto del genere Culex. Non si trasmette da persona a persona attraverso i normali contatti quotidiani, ma attraverso la puntura di zanzare infette, che lo contraggono dagli uccelli, serbatoio naturale del virus. Dopo la puntura, il periodo di incubazione varia in genere da 2 a 14 giorni.
L’infezione da West Nile Virus è nella maggior parte dei casi asintomatica o poco sintomatica. Tuttavia, quando si sviluppano i sintomi, provoca generalmente una forma simi-influenzale, con febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari, stanchezza e, occasionalmente, nausea vomito o un’eruzione cutanea non pruriginosa.
“In circa l’1% dei casi, quando colpisce soprattutto anziani e immunodepressi, comporta febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, fino a meningite o encefalite. Queste forme neurologiche possono portare alla morte” ricorda Matteo Bassetti.
Per questo rischio, gli esperti raccomandano di proteggersi dalle punture, sia all’aperto che in casa, indossando abiti chiari, evitando profumi e creme che possono attrarre gli insetti, eliminando ristagni d’acqua, usando repellenti e installando zanzariere su porte e finestre.