Stanno nutrendo col pollo il salmone che si mangerà a Natale anche a causa del Super El Niño

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Allevamento di salmoni. Credit: iStock
Alcune grandi aziende europee produttrici di salmone hanno annunciato di aver iniziato ad alimentare i pesci con mangimi a base di pollo. La decisione è legata all’impatto del Super El Niño e della sfavorevole congiuntura economica internazionale. Questo salmone arriverà sulle tavole italiane nelle prossime festività natalizie.

Potrebbe sembrare assurdo, ma grandi aziende produttrici di salmone che vendono il pesce in Europa hanno iniziato a usare mangime a base di pollo nei propri allevamenti. A riportarlo è l'autorevole quotidiano britannico Financial Times (FT), specializzato su notizie economiche e finanziarie. In realtà l'uso di mangimi contenenti proteine derivate da animali terrestri, compresi quelli del settore avicolo, è formalmente autorizzato per l'acquacoltura nell'Unione Europea, anche grazie a una regolamentazione riveduta e corretta nel 2017. Nonostante ciò, si tratta di un impiego altamente controverso e dibattuto a causa dell'impatto che ha sull'opinione pubblica; non a caso, fino ad oggi, le grandi aziende hanno continuato a privilegiare l'uso di mangimi a base di pesce selvatico, in particolar modo pesce azzurro, che vengono interpretati come più naturali dai clienti.

Quest'anno però c'è un evento del tutto eccezionale, che sta spingendo alcuni colossi del mercato di salmone a rivedere le proprie pratiche aziendali: il Super El Niño 2026-27, un fenomeno climatico che si sta manifestando con una forza e una potenza mai viste prima. Non a caso si parla di evento storico, a causa di un'anomalia termica dell'Oceano Pacifico tropicale sensibilmente superiore ai precedenti record: attualmente, secondo la dashboard di The Climate Brink basata sui 14 modelli climatici predittivi più importanti al mondo, ci si aspetta un picco di + 4,0 °C a dicembre 2026 per la regione Niño 3.4, la più rilevante per comprendere l'intensità del fenomeno. L'acqua così calda, oltre a catalizzare il rischio di eventi climatici estremi, tanto da aver già spinto diversi Paesi a dichiarare lo stato di emergenza per siccità, rischio alluvioni e carestie – rischiano decine di milioni di affamati in più e mezzo milione di morti – ha un effetto devastante anche sugli equilibri ecologici e la fauna selvatica.

Come vi abbiamo raccontato in questo articolo, gli scienziati hanno osservato la prima nidificazione in assoluto della tartaruga marina olivacea (Lepidochelys olivacea) lungo la costa occidentale degli Stati Uniti, è stata inoltre documentata la presenza di squali martello e squali balena in acque dove sono molto rari, ma i cambiamenti delle temperature e delle correnti oceaniche stanno favorendo questi stravolgimenti. Uno dei più significativi risiede nella fuga del pesce di interesse commerciale dalla costa dell'Oceano Pacifico meridionale, come pesce azzurro e tonno, che si stanno allontanando verso acque più fredde dove trovano le prede. Nelle acque di alcuni Paesi come il Perù gli stock ittici sono praticamente crollati, tanto da spingere i pescherecci persino a non inoltrarsi in mare, dato che si tratta solo di uno spreco di danaro. E poiché il pesce azzurro peruviano è considerato uno dei più importanti per la produzione di mangimi destinati all'acquacoltura del salmone, come raccontato dal Financial Times le aziende hanno deciso di orientarsi sul pollo. Chiaramente non bisogna immaginare i pesci alimentati con cosce di pollo, dato che parliamo pur sempre di sottoprodotti lavorati e raffinati, il cui risultato finale non cambia molto rispetto a quello ottenuto dai mangimi derivati dai pesci selvatici.

A peggiorare la situazione, oltre al depauperamento degli stock ittici legato anche alla sovrappesca, vi sono anche la congiuntura economica e la situazione geopolitica internazionale, che hanno reso insostenibile il costo dei carburanti e portato alle stelle il prezzo del pesce azzurro selvatico. In parole semplici, alle aziende non conviene più acquistare questo prodotto costosissimo perché il business non è più sostenibile, così alcune hanno deciso di passare ai mangimi a base di pollo. Il loro utilizzo, annunciato apertamente, dovrà comunque essere esplicato sulle etichette del prodotto che finirà sulle tavole dei clienti europei. Il salmone è tra gli alimenti più acquistati durante le festività natalizie, pertanto non ci sarà nulla di cui stupirsi se il prossimo Natale, anche in Italia, si comprerà salmone alimentato con proteine derivate da animali terrestri come i polli.

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