Dopo un calvario  durato mesi, fatto di paura speranze, attese e di primi sorrisi, il piccolo Alex Maria Montresor può dirsi finalmente guarito. Il bambino, sottoposto al trapianto di midollo lo scorso dicembre all'ospedale Bambino Gesù di Roma utilizzando le cellule del papà opportunamente modificate con una tecnica innovativa, "è ufficialmente guarito",  ha annunciato infatti oggi Franco Locatelli, primario del Dipartimento di oncoematologia e terapia cellulare e genica dell'ospedale Bambino Gesù di Roma che si è occupato del caso di Alex fin dal suo arrivo in Italia dalla Gran Bretagna dove abitava coni genitori. Al piccolo in questi giorni infatti è stato tolto anche il catetere venoso centrale usato per i prelievi e le infusioni di midollo nel periodo del trattamento intensivo e i controlli hanno dato tutti esiti positivi.

"Sì, possiamo dire che Alex è completamente guarito, che il suo sistema immunitario ora è sano. Le cellule del donatore infatti si sono del tutte sostituite a quelle malate che non avrebbero consentito ad Alex di sopravvivere" ha dichiarato il professor Locatelli non nascondendo la sua soddisfazione per un caso clinico che aveva molte incognite alla vigilia dell'operazione. "È un traguardo enorme per il tipo di trapianto e per il caso molto difficile. E la soddisfazione è enorme" ha confermato infatti il primario, spiegando: "Sta molto bene, anche la frequenza dei controlli è sempre più prolungata e siamo straordinariamente soddisfatti di come sono andate le cose. Il bambino è pronto a riprendere la vita che tutti i bambini della sua età dovrebbero avere. E questa notizia ci impreziosisce la Pasqua”.

Poco dopo il trapianto di cellule staminali emopoietiche, che prevede la manipolazione delle cellule staminali del genitore più compatibile, in questo caso il padre,  per evitare il rischio di rigetto, i medici avevano già mostrano moto ottimismo e nel marzo scorso il piccolo Alessandro Maria aveva anche iniziato ad uscire di casa. Il piccolo però fino ad ora aveva l'obbligo di stare vicino all'ospedale per i controlli programmati a distanza ravvicinata. Ora però è arrivato anche il regalo di Pasqua per la famiglia  visto che anche lui potrà tornare in Inghilterra con il padre che nel frattempo era tornato in Gran Bretagna per lavorare lasciandolo con mamma e parenti in Italia. Alex infatti da ora in poi avrà bisogno di controlli meno pressanti e può allontanarsi con più tranquillità.