L'Aula del Senato ha approvato il decreto Genova. Dopo la conclusione del voto sugli emendamenti, il testo, che è stato approvato il primo novembre alla Camera, è passato a Palazzo Madama con 167 sì, 49 no e 53 astenuti. A favore hanno votato M5s, Lega, Fdi, Per le Autonomie. Contrari Pd, Leu. Astensione di Forza Italia. A questo punto potranno essere sbloccati anche i fondi che servono per la gli sfollati del ponte Morandi di Genova. Ieri sera l'emendamento contro il condono a Ischia, presentato da Forza Italia, è stato respinto: con l'emendamento all'articolo 25, che era passato in commissione Ambiente e Lavori pubblici, la maggioranza Lega-M5S è stata battuta. Decisivo il voto di due senatori pentastellati dissidenti, De Falco e Nugnes: il primo ha votato a favore, la seconda si è astenuta.

Soddisfatto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che su Twitter ha commentato così: "Il Decreto Genova è legge. Risorse e aiuti concreti alle famiglie che hanno perso la casa, sostegno a imprese e cittadini. Avevo promesso che non avrei mai abbandonato la città in ginocchio. Il Governo è al vostro fianco, Genova si rialza".

Il decreto è composto di 46 articoli, ed è suddiviso in cinque capi: il capo I è dedicato alle misure per il sostegno e la ripresa economica del territorio e la popolazione di Genova, dopo il crollo del viadotto Polcevera; il capo II contiene disposizioni per la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti; il capo III reca interventi nei territori dei comuni di Ischia interessati da eventi sismici; Il capo IV contiene misure urgenti per gli eventi sismici nel centro Italia verificatisi tra il 2009 e il 2017; il capo V riguarda ulteriori eventi emergenziali.

Durante le dichiarazioni di voto in Aula interviene anche l'ex premier Matteo Renzi: "Votiamo no a questo decreto per scelta delle opposizioni: di fronte alle tragedia o si chiede alle opposizioni un patto, o si fa in modo che l'opposizione sia l'alibi per coprire le proprie incapacità. Nelle ore successive alla tragedia – attacca Renzi – avete gettato fango sulle opposizioni, dicendo il falso. Di Maio sappia che non abbiamo approvato la concessione ad Autostrade, quello l'ha fatto il giovane deputato Matteo Salvini. Poi è falso che il Pd abbia preso soldi da Autostrade, che invece ha finanziato la Lega nord per l'Indipendenza della Padania". Poi l'ex segretario del Pd ha aggiunto: "Ricordo quanto fu indecoroso il comportamento di Rocco Casalino, il portavoce di Palazzo Chigi, quando mandò ai giornalisti un messaggio in cui chiedeva di mettere in evidenza i fischi al Pd: quanta demagogia di fronte a 43 vittime, nel giorno del lutto nazionale il superpagato portavoce del premier cercava di dividere la comunità nazionale". Renzi si è scagliato anche contro la norma sul condono a Ischia: "Il vostro nemico è la realtà: vi sta mostrando il conto. Avete tradito le aspettative di Genova e la vostra storia. C'è stato un incredibile compromesso Forza Italia e M5s che, in nome del condono a Ischia, cancellano la parola onestà e legalità dando una chance a chi vive di abusivismo". 

La polemica sul ministro Toninelli: "Si distrae con il cellulare"

In Aula è scoppiata una polemica: alcuni parlamentari si sono lamentati del comportamento del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che appariva distratto durante le dichiarazioni di voto. Le opposizioni hanno chiesto l'intervento del presidente del Senato Casellati: "La pregherei di ascoltare perché dicono che sta sempre al telefono", ha affermato la seconda carica dello Stato rivolgendosi al ministro. Le contestazioni sono poi proseguite durante la dichiarazione del senatore M5S Agostino Santillo, tanto che Casellati ha minacciato di sospendere la seduta: "Ora basta. Sembra di essere in un asilo infantile", ha detto, mostrando un certo rammarico: "Quei 43 morti pesano sulla coscienza di tutti: francamente avrei desiderato un Aula diversa".

Casellati ha rimproverato poi il ministro pentastellato, accusandolo di gesticolare eccessivamente: "Lei avrebbe gesticolato in maniera non troppo commendevole per un ministro. Devo riprenderla perché alcuni atteggiamenti che non sono commendevoli e non possono essere riprodotti in questa aula. Inviterei tutti ad avere un atteggiamento corretto per il rispetto delle istituzioni. Qui deve essere permesso a tutti di dire quello che vogliono ma non è permesso a nessuno di avere atteggiamenti poco commendevoli e poco rispettosi della dignità di questa aula". Durante il voto, come ha denunciato Forza Italia, Toninelli avrebbe alzato il pugno, in segno di vittoria: "Mentre parlavano di morti e distruzione, più volte abbiamo visto il ministro digitare sul suo cellulare, masticare gomma e sbeffeggiarci quando noi abbiamo chiesto solo di avere la sua attenzione – ha detto Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato – Non accettiamo lezioni dal M5S, Forza Italia è sempre stata rispettosa delle opinioni altrui". Nel frattempo dai banchi azzurri è partito il coro ‘dimissioni, dimissioni': "Ministro Toninelli, non venga mai più in quest'aula ad alzare i pugni, noi non glielo permetteremo", ha concluso Bernini.

Il M5S ha preso le difese del ministro delle Infrastrutture: "Solo un piccolo gesto di giubilo", ha precisato il capogruppo di M5s Stefano Patuanelli, "Toninelli non ha fatto gesti volgari né inopportuni". Toninelli dal canto suo si è giustificato così per il suo gesto di esultanza"Il mio intervento è solo per portare il ringraziamento a tutti i deputati per aver lavorato giorno e notte in queste settimane su un provvedimento che stanzia 300 milioni di euro per Genova e i genovesi, e chi oggi ha gioito l'ha fatto per i cittadini di Genova e per le 266 famiglie che hanno perso casa e che da domani avranno soldi stanziati per comprare finalmente una nuova abitazione". 

E ancora: "Succede per la prima volta nella storia italiana dopo un evento tragico, e ricordiamo per quante tragedie e quanti anni le persone hanno aspettato di avere una nuova casa. Qui avviene dopo 47-48 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Questa è una gioia straordinaria". Quindi ha attaccato le opposizioni: "Non replico a chi mi ha attaccato personalmente, perché forse in quest'aula c'è anche qualche responsabile che ha permesso ad Autostrade di ingrassare i propri bilanci. Non replicherò a coloro che mi hanno attaccato personalmente perché uno è stato già mandato a casa dagli italiani e l'altro ha ricevuto a Genova un procedimento penale per peculato".