No alla musica “contro la morale”, polemiche a Lazise contro il divieto comunale: “Allucinante”

Al bando la musica "contro la morale". Fa discutere il regolamento del comune di Lazise (Verona) con il quale si dice no alle musiche o frasi che possano offendere la morale, il sentimento religioso, la Costituzione o turbare l'ordine pubblico. Il nodo riguarda l’articolo 12 del pacchetto di norme dove si vieta la diffusione di questo genere di contenuti, rimasta invariata dopo gli ultimi interventi di aggiornamento. L'obiettivo – secondo l'amministrazione comunale – è quello di migliorare la programmazione evitando la sovrapposizione di eventi, glissando però il nodo della questione legata alla "questione morale".
A gettare benzina sul fuoco è stata l'ex assessora alle manifestazioni di Lazise, Elena Buio, oggi in minoranza, che ha riacceso nell'ultimo consiglio comunale la polemica sulla norma – in vigore dal 2013 – ritenuta eccessivamente vaga e potenzialmente problematica per la libertà artistica. "Ho chiesto di abrogare questa parte perché è allucinante, stando a quanto scritto, già la musica del cantautorato italiano andrebbe vietata: penso a Bocca di Rosa di De André, ma anche a molte canzoni di Vasco Rossi o Lucio Dalla. Si parla poi di sentimento religioso: quale? È tutto opinabile e alla mia richiesta su come saranno organizzati i controlli non è stata data risposta, anche se sottovoce qualcuno mi ha detto che non li faranno. La cosa grave non è farli o meno, ma che ci sia questo tipo di divieto", ha spiegato.
La discussione si è poi spostata anche online, dove è stata avviata una petizione che richiama esplicitamente i principi costituzionali e il ruolo della cultura nella società. I promotori sottolineano come "in Italia godiamo del diritto alla libertà di espressione (art. 21 della Costituzione) e di satira".
La vicenda ha fatto scoppiare una vera e proprio polemica, anche artistica. "L'arte si muove su linee di totale libertà espressiva. Io ne sono anche un po' un esempio fin dagli inizi della mia carriera, di certe argomentazioni un po' provocatorie", ha commentato al Corriere della Sera, Alberto Fortis. Secondo Mogol, "il mio consiglio, e lo ribadisco anche ora, era stato di multare chi trasmette e diffonde un certo tipo di testi nelle canzoni. Una multa di 50mila euro perché questo è l’unico modo per chiudere definitivamente il discorso. Parlo di radio, televisioni che passano alcuni messaggi", ha detto facendo un discorso più ampio a L'Arena di Verona.