Il bonus cultura cambierà e dal 2020 diventerà una misura strutturale che potrebbe essere allargata anche ad altre fasce d’età e non solo ai 18enni. Ad annunciarlo, al Senato, è stato il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, rispondendo a un’interrogazione presentata dal Pd che durante il suo governo, nel 2015, ha introdotto questa misura. Che è poi stata confermata con decreto per il 2018 e il 2019. “Nel 2016 – riporta il ministro – sono stati spesi 165 milioni a fronte di una disponibilità di 290”. E dal 2020, precisa ancora, diventerà un progetto strutturale che partirà da interventi mirati nelle scuole in modo da incidere sul consumo di prodotti culturali. Inoltre, la misura non riguarderà solo i 18enni e tutte le modifiche che potrebbero essere apportate verranno studiate da una commissione di esperti.

"Il Bonus cultura – precisa Bonisoli – verrà rimodulato e corretto in modo da pianificare misure a lungo termine tali da stimolare la ricerca di cultura fra i giovani, non solo i diciottenni, ed evitare le distorsioni verificatesi nel passato”. Lo stesso ministro ricorda i dati riguardanti la spesa dei giovani per il 2016 attraverso il bonus: il 65% dei fondi è stato speso per libri, il 12% per cd e musica, il 10% per concerti e il resto per teatro, danza e altro ancora.

Bonisoli spiega il ruolo che avrà la commissione di esperti: “Alla predisposizione delle necessarie modifiche provvederà un'apposita commissione di esperti che, partendo dall'analisi di come i fondi sono stati utilizzati e dopo aver recepito le esigenze di tutte le persone e i soggetti coinvolti, individuerà i correttivi indispensabili per assicurare al bonus cultura un ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura tra i giovani”. Tornando sui dati, il ministro precisa ancora:

Nel primo anno di vita, il 2016, il ministero ha trasferito alla Consap 165.000.000 di euro a fronte di copertura finanziaria che per ogni anno è di 290 milioni di euro. Il che vuol dire che in un anno non abbiamo utilizzato 125 milioni di euro e personalmente penso che questa sia una grave mancanza di utilizzo di risorse pubbliche. Per il 2017 sono già stati trasferiti 100 milioni di euro ma il dato è ancora parziale e nonostante questo mi aspetto che gran parte delle somme accantonate non saranno spese. Come sono stati spesi questi soldi? Per il 2017, il 65,23%, cioè quasi i due terzi, è stato usato per acquistare libri, il 12,42 in musica registrata, il 10,45 in concerti, l'8,72 per cinema e quote molto più basse, tra lo 0,4 e il 2% per eventi culturali, formazione, teatro e danza e visite a musei, parchi naturali e aree archeologiche.

Infine, Bonisoli spiega perché crede sia giusto procedere con qualche correzione a questa misura  a cui si era inizialmente opposto, appena insediato al ministero: “Rimangono le perplessità riguardo al bonus cultura. Non ha nulla di strutturale. Non prevede alcuna misura premiale, né tiene conto delle diverse situazioni economiche delle famiglie. Per questo motivo è intendimento di questo ministero predisporre un programma strutturale per la promozione del consumo culturale, che associ progetti di diffusione della cultura nelle scuole, con incentivi agli acquisti di prodotti e servizi, a partire dal 2020”.